L'evento in Gran Guardia

Rosa, il colore del coraggio: musica e parole per la prevenzione e la cura

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L'evento Rosa coraggio alla Gran Guardia
L'evento Rosa coraggio alla Gran Guardia
Evento Rosa coraggio

Una serata intensa, ritmata dalle emozioni accompagnate da musica e parole, ma anche e soprattutto dal coraggio di donne speciali, coraggiose. A fare gli onori di casa all’Auditorium della Gran Guardia, Maria Teresa Ferrari, presidente de La Cura Sono Io, e la giornalista Silvia Beltrami. In tanti hanno voluto far sentire la vicinanza all’associazione veronese, attiva dal 2017 nel “progettare bellezza, nonostante”, e impegnata, proprio durante il Covid, nella realizzazione di uno sportello oncologico digitale, ora accessibile anche dal sito dell’UlSS 9 Scaligera, oltre che da quello dell’APS, lacurasonoio.it.

Promossa alla Gran Guardia da La Cura Sono Io e dalla Fondazione Nadia Toffa, con il patrocinio del Comune di Verona, assessorato alle pari opportunità, la serata si è aperta con i saluti di numerose autorità che hanno voluto far sentire la loro vicinanza e l’appoggio al progetto, sottolinenando quanto oggi sia più che mai necessario il supporto digitale nella medicina di tutti i giorni. Dopo il saluto del Sindaco, Federico Sboarina, che ha espresso l’importanza di questo servizio per la città di Verona, quello di Francesca Briani, assessore alle Pari Opportunità, che ha ricordato quanto sia importante fare rete in campo oncologico. Una rete che coinvolge anche la Regione: non sono mancati anche i saluti e gli auguri del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dell’assessore alla Salute, Manuela Lanzarin.

Spazio alla prevenzione con il prof. Michele Milella, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’AOUI di Verona e con le Responsabili delle Breast Unit, Stefania Montemezzi per gli Ospedali di Verona, e Francesca Fornasa per l’ULSS 9 Scaligera. Lo Sportello è pronto, come hanno ribadito la stessa Ferrari e la vice presidente Lorenza Romano, ma ora deve trasformarsi in un app e servono aiuti economici. Aiuti che sono già arrivati dalla Fondazione Cattolica, dal Comune, dalla Fondazione Apollinare & Cesira Veronesi, dall’AGSM AIM. Anche Rotary International e la Fondazione Comunità Veronese hanno dato la propria adesione al progetto.

«Chi ha vissuto sulla propria pelle il cancro e convive nel quotidiano con questa patologia invalidante, - sottolinea la Presidente Ferrari - sa bene quanto siano importanti progetti di prevenzione, educazione alla salute e assistenza e supporto ai pazienti oncologici e ai loro famigliari. Da oggi, assieme a noi, ci sarà anche la Fondazione Nadia Toffa. La testimonianza sarà ancora più forte ma anche il nostro impegno sul territorio nazionale».

Tanti e incisivi anche gli interventi del mondo dello spettacolo. Tra questi, Amadeus e Gigliola Cinquetti, che hanno sottolineato l’importanza di questa rete, che deve essere sempre più unita, invitando i veronesi ad appoggiare l’associazione, anche economicamente. In sala i famigliari di Nadia, fra cui Margherita, madre della amata conduttrice e giornalista televisiva e presidente della Fondazione. Visibilmente commossa, Margherita ha sottolineato il coraggio della figlia, combattente sempre sorridente, ma anche le sue inchieste importanti. A ricordarle, i videomessaggi realizzato per l’evento, tra cui quello di don Patricello della Terra dei Fuochi. Anche Elena Santarelli e Adriana Volpe hanno voluto ricordare Nadia con parole piene di affetto e riconoscenza. Rese ancor più “calde” dalle letture di Sandra Ceriani, tratte dal suo ultimo libro, «Ti aspetterò tutta la vita. Pensieri d’amore (Chiarelettere) e dalla musica di Marco Pasetto (fiati) e Claudio Moro (chitarra).

Da oggi le due realtà, l’APS La Cura Sono Io e la Fondazione Nadia Toffa, cammineranno assieme per la creazione di quella rete di donne a cui la nota conduttrice e giornalista teneva tanto. «Nadia si è sempre battuta - ha sottolineato mamma Margherita - per dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno e ai soggetti che operano tutti i giorni per migliorare la salute e la vita delle persone più deboli e indifese. Le donne non mollano mai e quando collaborano assieme sono ancora più forti».