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11.11.2019

Recuperati farmaci
non scaduti
per 566mila euro

Farmaci raccolti dal Banco farmaceutico
Farmaci raccolti dal Banco farmaceutico

Oltre 38mila confezioni di farmaci raccolti in tre anni a Verona, per un valore complessivo di 566mila euro. È questo il bilancio delle attività del progetto «Recupero farmaci validi non scaduti» che, dal 2016, vede impegnati Banco Farmaceutico onlus, l’Azienda Ulss 9 Scaligera, Federfarma, Assofarm, Farmacie Unite, Comune di Verona e Amia, con il patrocinio dell’Ordine dei Farmacisti di Verona.

 

Il meccanismo della donazione prevede che i cittadini portino, nelle 24 farmacie individuate per la raccolta, le confezioni di farmaci non scaduti, correttamente conservate in casa e con una validità residua di almeno otto mesi. Dopo una prima selezione, il farmacista appone un timbro di annullo e inserisce i medicinali all’interno di appositi bidoni di raccolta donati dall’Amia. I farmaci raccolti sono successivamente presi in carico per la ridistribuzione dall’associazione di volontariato CESAIM, impegnata dal 1993 a dare assistenza agli immigrati privi di copertura sanitaria; dall’Unione Medico Missionaria Italiana – UMMI, che opera in favore del volontariato internazionale; dalla Caritas diocesana veronese, che interviene in aiuto delle persone in situazione di povertà ed emarginazione sociale.

 

I risultati dell’iniziativa sono stati presentati questa mattina, a Palazzo Barbieri, dall’assessore Marco Padovani insieme a Matteo Vanzan del Banco Farmaceutico e al presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Verona Federico Realdon. Presenti il presidente dell’associazione Farmacisti volontari di Verona Paolo Pomari, il presidente di Federfarma Verona Marco Bacchini, il direttore dell’Unità operativa Assistenza Farmaceutica territoriale AULSS 9 Verona, il presidente di Amia Bruno Tacchella e il responsabile del servizio farmaceutico Agec Daniela Voi e il consigliere Gianmarco Padovani. «L’apporto che riusciamo a dare con la raccolta farmaci validi di Banco Farmaceutico – dichiara Vanzan –, riesce in buona parte a ricoprire il fabbisogno della popolazione indigente, insegnando alla cittadinanza un circuito virtuoso per combattere la povertà sanitaria».

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