Orrore a Santa Lucia

Entra in casa dal balcone, poi rapina e violenta una signora di 79 anni: arrestato un 22enne

Polizia in azione (foto d'archivio)
Polizia in azione (foto d'archivio)
Polizia in azione (foto d'archivio)
Polizia in azione (foto d'archivio)

Giovanissimo ma privo di scrupoli, con un’«elevatissima inclinazione al delitto», come si legge nell’ordinanza del gip. Già perché Victor Boldurat, moldavo di 22 anni, nella notte tra sabato e domenica è entrato, arrampicandosi dal balcone, nell’appartamento al primo piano di una signora di 79 anni, si è intrufolato in camera da letto e quando lei, svegliata di soprassalto, gli ha chiesto chi fosse e cosa volesse, lui le ha bloccato i polsi e chiuso la bocca per evitare che gridasse. Sadico. Perché l’ha terrorizzata prima puntandole un coltello alla gola, poi passando la lama su tutto il corpo l’ha obbligata a spogliarsi. E ha abusato di lei.

Freddo. Perché una volta terminata la violenza le ha chiesto di consegnare la tessera bancomat e di fornirgli il codice segreto, lei si è rifiutata, lui ha iniziato a rovistare nei cassetti, ha preso due orologi e due bibite e dopo averla minacciata ancora affinché non chiedesse aiuto, se n’è andato. Lei, sotto choc, ha raccolto quel poco di fiato e di forza che le restava, ha iniziato a urlare per richiamare l’attenzione della figlia che abita sul medesimo piano, il genero ha immediatamente chiamato il 113 e gli agenti delle Volanti, una volta sentita la signora che è riuscita a descrivere il suo aggressore, hanno iniziato a perlustrare il quartiere di Santa Lucia (Verona) e poco dopo, in una delle vie vicine alla casa della donna, hanno notato un giovane che corrispondeva alla descrizione dell’aggressore.

Una volta fermato è stato perquisito e addosso aveva la tessera sanitaria della settantenne, i due orologi che aveva rubato in camera da letto, un blocchetto di biglietti dell’autobus, 50 euro e due bottigliette di analcolico.

Arrestato con l’accusa di violenza sessuale e rapina, ipotesi entrambe aggravate dalle circostanze di luogo e tempo e perché commesse ai danni di una persona anziana, il giovane è stato condotto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ma una volta raccolta la testimonianza della vittima e ricostruito ogni movimento di Boldurat le contestazioni sono aumentate: deve rispondere anche di furto aggravato (una volta che la vittima è andata in cucina ha notato che il giovane aveva frugato nella borsa, lo aveva fatto appena entrato in casa, prima di andare in camera da letto) e di lesioni, quelle riportate dalla vittima obbligata a subire dopo essere stata terrorizzata da quella lama che il giovane le faceva scivolare addosso.

Lui è a Montorio dove ieri mattina ha affrontato l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Carola Musio, difeso dagli avvocati Veronica Villani e Marcello Manzato non ha risposto. Non ha detto nulla ma in carcere ci rimarrà per mesi ancora, sia per la natura dei reati «indicativi di una non comune pericolosità sociale», sia perché non ha una casa o un lavoro «elementi da cui si trae», motiva il magistrato, «un concreto e reale pericolo di reiterazione di reati della stessa specie». Nessun altra misura è stata ritenuta idonea. In cella.

Fabiana Marcolini

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