DISAGIO SCOLASTICO A VERONA

Quattro suicidi
e 27 tentativi
per cyberbullismo

Un episodio di bullismo
Un episodio di bullismo

Oltre 480 segnalazioni giunte al Punto Ascolto, quattro casi di suicidio e ben 27 «tentativi», 84 casi di autolesionismo grave, 397 segnalazioni di bullismo-cyberbullismo. Sono soltanto alcuni dati relativi all’anno 2015-2016 che fotografano la preoccupante realtà del disagio giovanile resa nota ieri da Giuliana Guadagnini responsabile del Punto Ascolto per la prevenzione del disagio scolastico e del bullismo per Verona e provincia. Un report che fa riflettere e attorno al quale si concentrano, per contrastare il fenomeno e dare sostegno ai ragazzi, gli sforzi di istituzioni e forze dell’ordine, dei Centri di Informazione e Consulenza del dipartimento delle Dipendenze delle Ulss 20, 21 e 22 oltre all’Ufficio scolastico territoriale (Provveditorato) nella cui sede si trova il Punto d’Ascolto.

Ai Centri territoriali di supporto, per scelta del ministero, sono stati affidate le azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo dato che questi fenomeni coinvolgono soggetti, bulli e vittime, che vivono in una situazione di forte disagio e che richiedono particolari attenzioni. «I cosiddetti bulli e cyberbulli, infatti», spiega la psicologa Guadagnini, «si possono configurare, alla stregua delle loro vittime, come adolescenti che necessitano dell’azione coordinata della comunità educante, almeno in alcune fasi del loro percorso scolastico, per far fronte alle esigenze educative speciali che richiedono misure necessarie per un loro recupero sia da un punto di vista educativo che sociale».

Il Punto Ascolto dell’Ufficio Scolastico dal 2007 affronta quelle sfide fronteggiate nella quotidianità da insegnanti, istruttori, educatori, dirigenti scolastici, genitori e correlate al disagio scolastico, al bullismo, all’uso improprio della rete e dei nuovi dispositivi digitali da parte dei giovani. Molto del disagio scolastico e del bullismo che arriva al Punto Ascolto infatti è derivante da situazioni connesse al web. Infatti i comportamenti devianti aggressivi, persecutori, passano attraverso i social network, i blog, le chat, i news-group, i forum: diffusione di messaggi via sms, e-mail con contenuti violenti, offensivi o volgari (il flaming), invio ossessivo di messaggi denigratori, di carattere persecutorio (harassment o put down, mirato a demolire la reputazione di una persona), troll (messaggi provocatori o insinuatori, finalizzati a infastidire, disturbare), diffusione di immagini, magari sexy o hot «rubate» violando l’account della vittima. E ancora, diffusione di dati personali, furto d’identità o sostituzione di persona (masquerade) per creare profili fittizi sui social o spedire messaggi a nome altrui; banning o exclusion, cioè l’esclusione della «vittima» da una community on line, Internet polling, quando si lanciano sondaggi on line per classificare le vittime in base ai loro difetti.

In alcuni casi come il cyberstalking o la pedopornografia on line si tratta di veri e propri reati, prova di quanto sia labile, a volte, il confine tra cyberbullismo e cybercrime. Generano disagio, vergogna, sofferenza, isolamento, depressione. Difficilmente ci si può difendere: il web non ha limiti spazio-temporali quindi spegnere il cellulare non protegge e la vittima è sempre esposta; il web permette di agire rimanendo anonimi o dietro un nickname, un’identità fittizia, che allenta i freni etici e inibitori.

I giovani tra i 12 e i 19 anni trascorrono il loro tempo libero, quando sono da soli, prevalentemente con il telefono cellulare o su Internet, preferendo questi media digitali ormai anche alla televisione.

A Verona è operativo un tavolo tecnico per le Emergenze Educative, con la supervisione del provveditore Quaglia, formato da dirigenti scolastici, un legale dell’Ufficio Territoriale e la dottoressa Guadagnini per l’organizzazione, la realizzazione, il sostegno e supporto di iniziative attività proposte regolamentative e coordinamento con gli altri enti sull’aspetto del disagio scolastico e la prevenzione dei comportamenti devianti e bullismo nel mondo scuola.