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15.08.2019

Prove di maggioranza tra il Pd e i pentastellati Ostacoli e dubbi a Verona

Un accordo, in chiave anti Lega di Salvini, tra Pd e Movimento 5 Stelle, con Liberi e Uguali e magari con il gruppo delle Autonomie, per un nuovo governo che eviti le elezioni? Fino a pochi giorni fa sembrava impossibile. Ora non è detto che sia possibile, ma se ne parla. E politici e amministratori veronesi del Pd di Zingaretti e del 5 Stelle di Di Maio si schierano. Ne esce un Pd possibilista, pur con paletti e distinguo, e un 5 Stelle invece contrario. Nel Pd la renziana Alessia Rotta, deputata, avverte: «Se nascesse, non sarebbe un accordo politico tra noi e 5 Stelle, ma una soluzione, come ha ben chiarito Renzi, per evitare l’aumento dell’Iva al 25% e per contrastare un Governo antidemocratico e antieuropeo», dice l’esponente dei dem, con riferimento alla Lega. Accordo spurio, tra Pd e 5 Stelle, come forse lo è stato quello tra Lega e M5S, in lite perenne? «Io ero favorevole da subito all’accordo Pd-5 Stelle e lo sono tutt’ora, per contrastare Salvini», dice il capogruppo del Pd in Comune Federico Benini. «Avevo intuito che il 5 Stelle non è ideologico ed essendo inesperto si sarebbe inchinato al Pd pur di stare al governo, come poi ha fatto con la Lega». Nel Pd il deputato Diego Zardini è contro «a un governo di scopo per accollarsi la responsabilità di rimediare all’assenza di decisioni politiche ed economiche della Lega sarebbe un grave errore», dice. «Se invece discutiamo di un governo che possa portare a termine il taglio dei costi della politica, l’abbassamento del cuneo fiscale per le imprese e a vantaggio dei lavoratori, e le infrastrutture, allora è giusto esplorare questa possibilità». Salvini è il vero bersaglio-avversario del Pd: «È irresponsabile», dice il senatore del Pd Vincenzo D’Arienzo. «Per i suoi interessi prima ha portato l’Italia sul baratro e ora favorisce l’aumento dell’Iva. Tra un cubista e un mojito pretende pieni poteri. Un pericolo simile va evitato». Come? «Governo di scopo, istituzionale, non mi lego a formule. Spero solo che tutti coloro che non voglio consegnare il Paese a Salvini, trovino una quadra». Gianni Dal Moro, deputato del Pd: «L’ipotesi è tutta da costruire e confido sulla responsabilità e saggezza del presidente Mattarella, ora più di qualsiasi altro la persona più autorevole e stimata dagli italiani. Quando lui aprirà le consultazioni, a quel punto valuteremo le possibili ipotesi in campo». Ma che ne pensa il 5 Stelle? Interpellati da L’Arena, il sottosegretario alla Pubblica amministrazione Mattia Fantinati e la deputata Francesca Businarolo non hanno rilasciato dichiarazioni. Dal consigliere regionale Manuel Brusco arriva invece un netto «niet»: «È giusto votare subito, perché il 5 Stelle è sempre stato contrario a Renzi e perché questo eventuale accordo aprirebbe un’autostrada a Salvini e alla destra». Anche Alessandro Gennari, M5S, vicepresidente del Consiglio comunale, dice no: «Già ero perplesso di fronte a un accordo tra noi e la Lega, figuriamoci a un altro polpettone con Pd e Leu. Anche a livello locale, dove noi siamo all’opposizione della Lega, tra l’altro, ci metterebbe ulteriormente in difficoltà». •

Enrico Giardini
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