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17.05.2016

Povertà, a Verona
è allarme
per 50mila persone

Un anziano cerca qualcosa fra i rifiuti, una scena emblematica dell’aumento delle condizioni di povertà
Un anziano cerca qualcosa fra i rifiuti, una scena emblematica dell’aumento delle condizioni di povertà

Allarme povertà, in particolare per i pensionati. A lanciarlo è la Federazione Anziani e Pensionati delle Acli.

«Dall’ultima indagine Eurostat, in Italia sono circa sette milioni le persone che vivono in conclamate condizioni di povertà», spiega Giuseppe Platino, segretario provinciale Fap Acli. «In provincia di Verona i poveri sarebbero circa 50mila. A questi si aggiungano 35mila immigrati con permesso di soggiorno senza fissa dimora. Circa 300, sempre a Verona», prosegue Platino, «sono i titolari delle nuove pensioni di invalidità liquidate con il sistema contributivo introdotto dalla legge Dini del 1995, per un importo medio di 173 euro mensili. Nella cosiddetta Verona benestante gli incapienti con un reddito inferiore agli 8mila euro l’anno sono circa 60mila».

«I pensionati sono stufi di essere additati come parassiti e colpevoli di un welfare in rosso», rincara Francesco Roncone, responsabile regionale Fap Acli. «Nel 2050 quasi un quarto di coloro che saranno in pensione avrà diritto a una previdenza pubblica inferiore all’assegno sociale, oggi pari a 450 euro. È quello che emerge, nella migliore delle ipotesi, dalle 8,5 milioni di buste arancioni inviate, in questi giorni dall’Inps, a casa degli italiani. Finché il lavoro non ritorna a essere la chiave di volta della nostra economia, il Paese non potrà vedere la luce in fondo al tunnel».

Il responsabile Fap Veneto auspica inoltre un’ulteriore riforma delle pensioni. E dice: «Modificare la riforma Fornero è tanto urgente quanto necessario anche per l’occupazione. La disoccupazione è al 12%, ma se questo tasso di disoccupazione si dimezzasse, grazie al nostro sistema previdenziale a ripartizione, il fondo pensionistico con i nuovi contributi, avrebbe un incremento di circa 15 miliardi di euro, quanto basta per innalzare le pensioni minime e avviare un progetto come il Reddito di inclusione sociale (Reis), proposto dalle Acli in collaborazione con la Caritas».

Le Acli hanno inoltre promosso l’Alleanza contro la povertà in Italia, un insieme molto rappresentativo di soggetti sociali, sindacali, del terzo settore, istituzionali che intende promuovere adeguate politiche contro la povertà assoluta. Tutti gli aderenti all’Alleanza stanno lavorando per arrivare a presentare una proposta organica che, partendo da un lavoro di revisione del Reis, conduca alla predisposizione di uno strumento di contrasto alla povertà assoluta da presentare al Governo.

Nelle sedi Acli sono inoltre attivi sportelli per assistere gli anziani alla compilazione delle autocertificazioni, richiesta pin Inps/Ufficio delle Entrate, ricorso Amministratore di Sostegno, Centro Sollievo Alzheimer, corsi elementari per Pc.

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