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13.01.2020

Porta Vescovo,
degrado e pericolo
Cresce la protesta

Degrado all’esterno della stazione di Porta Vescovo (MARCHIORI)
Degrado all’esterno della stazione di Porta Vescovo (MARCHIORI)

Questa volta, probabilmente durante una rissa più accesa del solito, è stato persino spaccato uno dei vetri delle porte di ingresso alla sala in cui si attendono i treni, riparato già ieri pomeriggio con una lastra di plexiglass temporanea, in attesa della fornitura. Ma il degrado, nella stazione di Porta Vescovo, è ormai un elemento caratterizzante del luogo.

 

Marciapiedi danneggiati e lasciati al degrado all’esterno della stazione di Porta Vescovo FOTO MARCHIORIUna panchina danneggiata all’esterno della stazioneLa riparazione di uno dei vetri rotti sabato notte FOTO MARCHIORI

 

Da un paio d’anni, la presenza di alcune bande di nordafricani che bivaccano giorno e notte vicino ai binari e utilizzano come ricoveri notturni le casette abbandonate lungo la linea, sta diventando insostenibile per chi lavora nella seconda stazione della città, sulla linea Milano-Venezia. Verso sera, l’effetto di bottiglie di vino e latte di birra svuotati durante la giornata, sotto gli occhi dei numerosi pendolari e studenti che frequentano l’area, inizia a prendere il sopravvento, e gli insulti, corredati da qualche minaccia, vengono rivolti anche al personale e agli utenti, che talvolta chiedono aiuto e la possibilità di ripararsi negli spazi riservati ai dipendenti.

 

Marciapiedi danneggiati e lasciati al degrado all’esterno della stazione di Porta Vescovo FOTO MARCHIORIUna panchina danneggiata all’esterno della stazioneLa riparazione di uno dei vetri rotti sabato notte FOTO MARCHIORI

 

«L’ingresso alla stazione solitamente viene chiuso poco dopo le 23, quando vengono anche sigillati i servizi igienici sulla banchina vicino ai binari, riaperti poi verso le 5.30», fanno sapere alcuni dipendenti e macchinisti che ieri erano di servizio. «Ci siamo recati al lavoro la mattina presto e per l’ennesima volta abbiamo trovato la stazione devastata, con i vetri rotti verso il marciapiede esterno, tracce di vomito nella sala d’attesa, i bagni ridotti a letamaio, imbrattati di vino, carta, e mozziconi ovunque. Siamo stanchi di lavorare in una perenne situazione di pericolo, che abbiamo segnalato più volte sia alla polizia che ai vari enti di riferimento». 

 

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Chiara Bazzanella
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