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11.04.2017

Per Donald Trump
lo spumante
con le pepite d’oro

L’«Etoile» con pepite d’oro, lo spumante  donato al presidente Trump
L’«Etoile» con pepite d’oro, lo spumante donato al presidente Trump

Dal lago d’Iseo alla Casa Bianca, passando per il Vinitaly. Quale miglior regalo per il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, amante delle belle donne e del lusso più sfrenato, se non una bottiglia magnum di spumante con all’interno finissime pepite d’oro 23 carati? È un vino speciale, quello che l’azienda Podere Castel Merlo di Villongo, in provincia di Bergamo, espone in questi giorni nel suo stand in fiera.

Anzi, due vini speciali: L’Etoile, uno spumante metodo classico con uve Chardonnay e Pinot Bianco, che contiene 100 milligrammi di pepite d’oro, e la novità 2017, L’Etoile Rosé, spumante rosé da uve Merlot, con un perlage che muove e fa danzare 100 milligrammi d’argento.

«Quindici giorni fa è stato a pranzo nel nostro nuovo ristorante L’Etoile, all’interno del podere Castel Merlo, Guido ”George” Lombardi, il consulente social media di Donald Trump, numero uno della campagna elettorale del presidente», racconta Alberto Faverzani, titolare dell’azienda. «Alla fine del pranzo gli abbiamo donato due magnum, una di Etoile e una di Etoile Rosé, per lui e per il presidente, perché si addicono alla perfezione alle feste organizzate nella Trump Tower».

Lo spumante viene realizzato con il metodo classico, salvo poi aggiungere al prodotto finale oro e argento a uso alimentare, lavorati da un orefice fiorentino e tagliati in sottili scaglie, in modo che le pepite non si percepiscano in bocca. Il prezzo varia dai 180 euro del magnum ai 120 della bottiglia normale.

«Vino e cibo non si possono scindere: l’armonia si ottiene solo equilibrando i diversi sapori». Ieri era a Vinitaly anche Chiara Maci, nota foodblogger (@chiarainpentola (il profilo Instagram) ospite della trasmissione Decanter di Rai Radio2 e ha chiacchierato con i due conduttori Fede e Tinto, diventati ormai punti di riferimento di tutti gli appassionati del buon vivere. A loro ha spiegato il progetto del Ministero delle politiche agricole e alimentari sull’olio extra vergine, di cui è diventata testimonial assieme agli chef Antonino Cannavacciuolo e Davide Oldani. «L’obiettivo è promuovere il consumo consapevole di olio anche tra i più giovani», spiega Maci. «Quando viaggio, è bello vedere che le persone con cui entro in contatto sono sempre affascinate dai prodotti italiani, dal vino ma anche dall’olio di oliva, che sono buoni perché arrivano da un terreno buono».

La foodblogger ha visto esplodere negli anni la passione degli italiani per l’arte culinaria. «Sta crescendo proprio la cultura del cibo e del vino, anche se mi auguro che non sia una moda passeggera», conclude Maci. «Se fino a qualche tempo fa i giovani mi scrivevano per avere ricette, ora chiedono consigli su prodotti specifici ed è bello vedere che il consumatore mangia sapendo cosa sta mangiando».M.TR.

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