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11.05.2012

Pdl, gli ex An non mollano «Idea Galan? Porta sfortuna»

Massimo Giorgetti con Luigi Castelletti in campagna elettorale
Massimo Giorgetti con Luigi Castelletti in campagna elettorale

La tempesta... dopo la tempesta. Dimissioni in vista, a causa della batosta alle urne? Al momento no, ma nel Pdl è resa dei conti fra dirigenti ed esponenti di punta. L'ala ex An, ma con parte di Forza Italia, non molla. «Faremo politica anche fuori dal Consiglio comunale». L'assessore regionale Massimo Giorgetti, ex An, già coordinatore cittadino del partito, non ci sta a sentire (L'Arena di ieri) il coordinatore attuale Davide Bendinelli, eletto al congresso da una maggioranza che poi è andata tutta a sostenere Tosi, contestare la gestione del partito. Bendinelli ha criticato il coordinatore regionale e deputato, Alberto Giorgetti, e la scelta di non cercare una ricucitura con la Lega e con Tosi, per ricomporre la maggioranza di centrodestra uscente. «È paradossale che Bendinelli, che ha vinto il congresso del Pdl e ha la maggioranza del coordinamento cittadino, dica che non ha avuto voce in capitolo nella scelta del candidato sindaco e che gli è stata imposta», dice Massimo Giorgetti. «Sarebbe bastato che presentasse un documento con una proposta, come per esempio quella di candidare a sindaco Pieralfonso Fratta Pasini, e solo se i vertici nazionali del partito avessero detto che non andava bene avrebbe avuto motivi per protestare, ma lui non ha presentato proposte». Giorgetti rincara la dose. «Scorrendo le liste e i risultati, però», dice ancora Giorgetti, «notiamo che è stato eletto Polato, ex Forza Italia, e che tutti gli altri che hanno preso voti sono del nostro gruppo ex An. Invece quelli di Bendinelli di voti non ne hanno presi. E poi Bendinelli non ha organizzato alcun evento con i big del nostro partito, durante le elezioni, neanche con l'ex ministro Sacconi, che l'aveva chiesto e mi risulta essere il suo riferimento». Quanto al rapporto con Tosi, Giorgetti non fa sconti, ribadendo che «ancora prima della Lega Nord era stato proprio il sindaco Tosi a non voler continuare con la maggioranza di questi anni, a meno che il Pdl non rinunciasse al proprio simbolo. Poi ci sono stati i diktat di Bossi che ha rotto l'alleanza con il Pdl a livello nazionale. A fronte di un evento esterno, dunque, noi siamo stati fedeli al nostro partito. Il sindaco Tosi, poi, non è mai riuscito a dirci su quali temi noi ex An non siamo stati con l'Amministrazione. È come se io andassi al ristorante e trovassi problemi nei piatti: io non voglio parlare con i camerieri, ma con il padrone. A Verona Tosi ci ha fatto parlare con i camerieri». Ma l'area ex An che cosa farà? Intende dare a vita a una sorta di Forza Veneto, come ipotizzano esponenti ex Forza Italia «sponsorizzati» dall'ex presidente della Regione ed ex ministro, Giancarlo Galan, che ha di fatto chiesto che Alberto Giorgetti si dimetta da coordinatore regionale? «Noi continueremo a fare politica e dare il nostro contributo di idee e, quanto a Galan, direi che porta sfortuna, basta vedere le bocciature di tutti i candidati sindaci sostenuti da lui a Verona, 10 anni fa, e poi a Vicenza, Padova. Quindi se sostiene un progetto diverso dal mio sono contento». Castelletti deve dimettersi? «Per me è una risorsa e penso che stare in Consiglio lo priverebbe della possibilità di ottenere un incarico in un ente o in un consorzio, visto che stare un solo giorno in Consiglio lo priverebbe per tre anni della possibilità di entrare in un ente controllato dal Comune». Invita alla moderazione invece il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, ex An, coordinatore provinciale del Pdl, che dei 15 Comuni andati alle urne, oltre a Verona, ha già conquistato nove sindaci. «Questo risultato è dipeso dal fatto che siamo rimasti uniti e non ci siamo spaccati, come a Verona», dice, «e per questo dico cora dobbiamo seppellire l'ascia di guerra e fermarci a riflettere, per capire quale deve essere il futuro del nostro movimento in questo scenario economico e politico di difficoltà». Miozzi, però, contesta che Bendinelli abbia detto che gli è stato vietato di partecipare a comizi con i big dei partiti. «Non è vero».E.G.

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