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22.01.2017

Pd primo in città, sondaggio «segreto» scuote la politica

Il Pd primo partito in città con il 29 per cento. Il dato emergerebbe da indiscrezioni su un sondaggio commissionato nella galassia del centrodestra, in vista delle amministrative di primavera.

Secondo questo studio sulle intenzioni di voto dei veronesi, il centrodestra unito, con Lega nord, Forza Italia, Battiti per Verona e l’ultima arrivata, Verona domani di Stefano Casali, toccherebbe il 27 per cento. Si assesterebbero al 18, poi, sia il Movimento cinque stelle che la prossima settimana indirà le «comunarie» online per la scelta del candidato sindaco, che il Fare! formazione politica di cui è leader nazionale il sindaco uscente Flavio Tosi.

L’ex capogruppo del Pd Michele Bertucco, ora capogruppo di Verona piazza pulita, raccoglierebbe invece il 6 per cento insieme a una lista di sinistra. Stessa percentuale per Michele Croce di Verona pulita che ieri al mercato dello Stadio ha raccolto firme su una petizione per chiedere al sindaco un’ordinanza «che blocchi il business indegno dei centri di accoglienza sulla pelle dei disperati in attesa che lo Stato torni a fare lo Stato, espellendo i clandestini e dando asilo ai veri profughi».

I numeri che trapelano dal sondaggio «segreto» sono ora allo studio delle forze politiche che pesano le loro forze in vista della scelta dei candidati sindaci. Nel Pd l’unico finora ad uscire allo scoperto to è stato il consigliere comunale Damiano Fermo. Ma le primarie del centrosinistra potrebbero vedere schierarsi personaggi di peso come l’ex consigliere regionale Gustavo Franchetto.

Sempre in fibrillazione è anche il centrodestra. Entro il 14 febbraio, giorno di San Valentino, ha avvertito il vicesegretario federale del Carroccio, che da solo raccoglierebbe il 15 per cento dei voti, Lorenzo Fontana, va individuato il candidato. Ma i giochi sono ancora lontani dalla conclusione e in entrambi gli schieramenti tiene ancora banco la questione dei rapporti con il sindaco uscente.

Invita tutti a «guardare avanti», intanto, Fermo: «Tutto il dibattito ruota ancora attorno a Tosi che non sarà candidato... La destra e la sinistra», esclama, «non possono sentirsi bloccate dal fantasma di Palazzo Barbieri e noi vogliamo chiudere col passato, senza rancori e accuse verso chi ha amministrato questa città».E.S.

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