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11.07.2020

Omotransfobia, mozione Bacciga è caso
nazionale. E sabato un Pride in risposta

Il consiglio comunale di Verona ha approvato, nel corso della seduta di giovedì scorso, la mozione 1527 (il documento) proposta dal consigliere Andrea Bacciga (con i colleghi  Vito Comencini, Anna Grassi, Roberto Simeoni, Alberto Zelger, Rosario Russo e Paola Bressan) che impegna l'amministrazione ad appoggiare la posizione della Cei che si è espressa in modo critico sulla proposta di inasprimento delle pene nei casi di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale e identità di genere. Ovvero contro il disegno di legge sulla  omotransfobia promosso del deputato Pd  Alessandro Zan, in discussione in Parlamento.

 

Subito il consigliere Bacciga ha esultato dal proprio profilo Facebook, considerando l'approvazione una vittoria contro una «legge liberticida, mascherata da legge contro l’omofobia». E ha argomentato la propria mozione sostenendo che «un omosessuale dovrebbe risentirsi a ricevere un trattamento speciale, come “categoria” da proteggere. E perché una qualsiasi persona con problemi fisici, vittima di insulti o di violenze fisiche, non dovrebbe ricevere la stessa tutela di un omosessuale? Ogni discriminazione o forma di violenza deve essere fermamente punita e condannata in egual misura. Ma ciò che mira questa legge è semplicemente vietare un giorno anche solo di parlare di famiglia, composta da uomo e donna, perché sarà considerato omofobo».

 

A supporto della mozione di Bacciga e contro il disegno di legge nazionale, questa mattina sono scese in piazza dei Signori le Sentinelle in piedi. Una manifestazione pacifica cui hanno preso parte oltre un centinaio di persone (VIDEO Marchiori) con cartelli in cui si pubblicizzava l'hastag  "Restiamoliberi" e rivendicavano il "diritto di essere omofobi". Di seguito un post dalla loro pagina Facebook sulla manifestazione.

 

 

La risposta della comunità transgender di Verona non si è fatta attendere. E i vari gruppi scaligeri riuniti nel comitato Verona Pride hanno organizzato una manifestazione di protesta per sabato 18 luglio in città. Manifestazione che si annuncia affollatissima perché sta richiamando sostenitori da tutte le parti d'Italia.

 

Il comitato Verona Pride sostiene: «Nel 1995 la mozione Spiazzi n.336, che definiva “non ricevibili” per la città di Verona le (allora) nuove regolamentazioni europee sulle pari opportunità per le persone gay/ lesbiche/ trans, è stata approvata con 21 voti favorevoli, 6 contrari e 11 astenuti. Nel 2020, a 25 anni di distanza, Bacciga n.1527 è passata con 17 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti. A Verona nulla è cambiato, le persone LBGT rimangono una delle ossessioni dell’amministrazione comunale che nel tempo dell'emergenza COVID a questo si dedica, approvare mozioni contro una legge che vorrebbe punire atti violenti omofobici e misogini. Siamo stanche e stanchi», proseguono, «di essere nel mirino di queste amministrazioni e forze politiche reazionarie che qui hanno ben seminato. Chi ha proposto e portato in votazione la mozione probabilmente ha qualche conto in sospeso o non riesce a darsi pace per il fatto che esistiamo anche noi e che dopo 25 anni siamo ancora qui a resistere! Non ci hanno spazzato via le mozioni del 95, non ci è riuscito il Congresso Mondiale delle Famiglie e le tantissime persone di estrema destra che ci vorrebbero abbattere, non ci riuscirà neppure questa ennesima mozione che otterrà un solo risultato, il Pride di sabato 18 luglio a Verona sarà la nostra risposta. E non l'unica!»

 

A sostegno della manifestazione di sabato il gruppo consiliare comunale Pd (Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani) che ha dichiarato: «Il Sindaco Sboarina continua a lavorare per demolire l’immagine della città che alle cronache nazionali passa sempre di più come una città oscurantista e dalla mentalità arretrata, il che non rende assolutamente giustizia ai veronesi che nella stragrande maggioranza sono di gran lunga più aperti e tolleranti di come sono rappresentati in consiglio comunale dagli esponenti della maggioranza. L’approvazione della mozione Bacciga-Zelger-Russo contro il disegno di Legge Zan-Scalfarotto che vuole punire i reati gli atti di odio ai danni di omo e trans-sessuali, rappresenta una levata di scudi perfettamente inutile. Inutile in primo luogo perché l’ oggetto del contendere è un disegno di legge e non una legge in vigore. In secondo luogo perché la materia non è di competenza del consiglio comunale. E in terzo luogo perché i veronesi in massima parte sono già nei fatti a favore dei contenuti della proposta di legge. Con questa mozione Verona passa quindi per la città che difende espressioni di intolleranza che sono vere e proprie forme di razzismo e di ciò il Sindaco sarà chiamato a rendere conto ai cittadini a fine mandato».

 

Sulla questione interviene anche Michele Bertucco, consigliere di Verona e Sinistra Comune. «La mozione proposta dai consiglieri Bacciga, Russo e Zelger per fermare il disegno di legge contro i reati d’odio a favore di omosessuali rappresenta un’altra picconata sulla credibilità di questa amministrazione che sembra godere nel proiettare all’esterno una cattiva immagine di Verona. Bacciga dice di volersi così allineare alle direttive della Conferenza dei vescovi italiana in tema di omosessualità e diritti civili, ma si guarda bene dall’ascoltare i vescovi quando parlano di argomenti a lui non graditi, ad esempio l’immigrazione e l’accoglienza. E’ una strumentalizzazione tipica dell’estrema destra, che si mostra devota solo quando le fa comodo. Con queste prese di posizioni, fuori luogo e fuori tempo, l’amministrazione è ormai diventata una macchietta nazionale».

 

Si scagliano  in modo pesante contro il sindaco e la sua maggioranza anche Giorgio Pasetto, Coordinatore +Europa Verona e  Corrado Cortese, Portavoce  dello stesso movimento sostenendo che «ancora una volta i consiglieri Bacciga e Zelger coprono di ridicolo Verona». E proseguono: «Inaccettabile è che personaggi ormai ben noti per le loro idee omofobiche, sessiste e biecamente conservatrici, non abbiano nemmeno il coraggio di dichiararsi apertamente. Si nascondono dietro motivazioni ridicole, quando affermano che il disegno di legge in questione sarebbe in realtà discriminatorio poiché costruirebbe delle categorie di fronte a diritti che dovrebbero valere per tutti».  Per Pasetto «Bacciga finge di non sapere, o davvero non sa, che ormai esistono leggi che puniscono la discriminazione e il dileggio sulle diversità fisiche, comportamenti che quotidianamente producono vittime mentre Zelger fa addirittura di peggio, sostenendo che punire l'insulto e l'aggressione verbale verso donne e omosessuali in quanto tali, sia un bavaglio alla libera espressione».  E concludono: «Per fortuna il voto di un consiglio comunale non può fermare in alcun modo un progetto di legge nazionale, ma è ben triste che la nostra città si dichiari apertamente arretrata, intollerante, sessista e omofoba. Sono sempre quelli che vorrebbero far passare Verona come una città abitata da razzisti e misogini,  Verona non è questo. Noi siamo la città dell'amore e dell'accoglienza.» 

 

«In questi anni il consiglio comunale di Verona si è contraddistinto come laboratorio della destra più radicale e non ci stupisce che anche sulla legge contro omobitransfobia e misoginia non si sia smentito. L’approvazione della mozione contro la proposta di legge Zan, accompagnata da un dibattito consiliare da toni inaccettabili, è una pagina politica inqualificabile. Gli attacchi di Bacciga e Zelger sono rappresentativi di una posizione integralista contro la legge che andrà in discussione a fine luglio», dichiarano Beatrice Brignone, segretaria di Possibile, e Giuseppe Civati, fondatore di Possibile. «Non ci faremo spaventare dalla destra radicale - aggiungono Brignone e Civati - e sosterremo il testo affinché anche l’Italia abbia finalmente una legge contro le discriminazioni per genere, orientamento sessuale e identità di genere».

 

«È inquietante che una città a vocazione internazionale come Verona, in un momento in cui dovrebbe concentrarsi sul proprio rilancio dopo la crisi, sprechi tempo, energie e credibilità con votazioni simili», afferma Pietro Trincanato, presidente di Traguardi. «I due sostenitori della mozione si commentano da soli, così come le loro ridicole argomentazioni: un ennesimo assist ai violenti e un insulto ai moltissimi cittadini, giovani e non, che quotidianamente sono oggetto di discriminazioni per il loro orientamento sessuale. La comunità di Traguardi è oggi, come sempre in passato, accanto alla comunità LGBTQIA - conclude Trincanato - e sarà orgogliosamente presente alla manifestazione di sabato 18».

 

Giorgia Cozzolino
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