Tutte le regole

Pasqua e Pasquetta, tutto quello che si può e non si può fare

Pasqua in zona rossa, le regole per il 3-4-5 aprile

Natale con i tuoi... e Pasqua pure. Per il secondo anno di fila la pandemia ci costringe a delle feste sottotono, senza i pranzi della domenica di Pasqua e dimenticandoci anche dei tradizionali pic nic di Pasquetta. Tutta l’Italia, da Aosta a Siracusa e ovviamente anche Vicenza sarà in rosso, seppur con qualche libertà in più rispetto agli altri giorni: sabato, domenica e lunedì si potranno andare a trovare parenti e amici, una sola volta e in coppia, tutt’al più accompagnati dai figli minorenni. Tranne questa deroga, si potrà mettere il naso fuori casa solo per lavoro, necessità, salute. L’alternativa? Un viaggio all’estero, in qualche Paese Europeo dal quale per rientrare basterà solo un tampone negativo. Un paradosso di questa Pasqua in trincea.

 

COSA SI PUÒ FARE A PASQUA?

Intanto non bisogna dimenticare che siamo in zona rossa, con tutte le limitazioni che ne seguono, compreso il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Tuttavia da sabato 3 a lunedì 5 aprile, periodo in cui l'Italia sarà per legge tutta in rosso, sarà permesso raggiungere nell'ambito della propria regione una sola abitazione di parenti o amici, una sola volta al giorno, massimo in due e accompagnati da figli minori di 14 anni. Visto che è festa ma non si potrà andare al ristorante, l’alternativa è ordinare un pranzo d’asporto: le attività di ristorazione saranno chiuse ma potranno garantire questo tipo di servizio. Infine, la Santa Messa: le chiese saranno aperte ma l’indicazione è di andare in quella più vicina a casa, rispettando le distanze, evitando assembramenti e utilizzando sempre la mascherina. Inoltre, niente scambio della pace ma un inchino guardandosi negli occhi. Per i riti di Pasqua, lo streaming consigliato agli anziani e alle persone più a rischio.

 

DOVE SI PUÒ ANDARE A PASQUETTA?

La regola aurea resta sempre la stesa: in zona rossa si esce solo per necessità, salute, lavoro, sebbene i parchi siano aperti, si possa fare attività motoria vicino a casa e si possano anche visitare parenti e amici nelle loro case. Allora la soluzione è usare il buonsenso: si può passeggiare in un’area verde in prossimità della propria abitazione, evitando però di raggrupparsi con altre persone; per quest’anno niente pic-nic ma via libera alle visite a casa di conoscenti, sempre con la mascherina addosso e mantenendo le distanze.

 

POSSO PRENOTARE UN VIAGGIO ALL’ESTERO ANCHE SE SIAMO IN ZONA ROSSA?

Sì, è possibile. Nelle scorse ore il ministero dell’Interno ha confermato che è possibile andare all’estero per turismo e si può quindi raggiungere l’aeroporto anche se si trova in una regione arancione o rossa. È effettivamente un paradosso, che si riscontra anche in altri Paesi: non si può magari uscire dal proprio comune in zona rossa, come ha ribadito il Dpcm del 2 marzo, non è possibile spostarsi tra regioni se non per validi motivi e i viaggi per turismo in Italia sono vietati. Eppure si può prendere un aereo per un Paese straniero.

Quale? L’elenco è lungo. Si va dal Belgio alla Danimarca, dalla Grecia ai Paesi Bassi e ancora Portogallo, Spagna, Svezia e altre decine. Per fare rientro è obbligatorio il tampone negativo eseguito massimo 72 ore prima, mentre al ritorno da altre mete - Austria, Regno Unito e Stati Uniti - esiste l’obbligo della quarantena fiduciaria per 14 giorni. Molti stanno scegliendo la Spagna dove le regole anti Covid in questo momento sono molto meno rigide.

 

POSSO ANDARE NELLA MIA SECONDA CASA?

Il Governo ha dato il via libera anche a Pasqua, sia in fascia arancione che rossa. Ma con alcuni paletti. Si può spostare solo il nucleo familiare convivente, senza parenti o amici. Inoltre la seconda casa non deve essere abitata da altre persone. La regola, inoltre, non vale per le case in affitto breve: è infatti necessario provare che la casa è di proprietà o in affitto a lungo termine, con contratto stipulato prima del 14 gennaio 2021. Tuttavia è importante considerare anche la regione nella quale si trova la seconda casa, perché alcune hanno optato per maggiori restrizioni. Ad esempio la Valle d'Aosta e la Sardegna hanno ordinato lo stop agli ingressi verso le seconde case ai non residenti «fatti salvi i casi di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». La Provincia di Bolzano ha deciso di “chiudere” fino a Pasqua le seconde case, limitatamente ai proprietari residenti nelle regioni in zona rossa.

 

SI PUÒ VIAGGIARE IN AUTO CON PERSONE NON CONVIVENTI? Sì, a patto che siano rispettate alcune misure, e in particolare "la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina". In altre parole, se ci si mette in macchina con persone non conviventi, in auto non potranno viaggiare più di tre persone. A coloro che vivono sotto lo stesso tetto è invece consentito occupare tutti i posti a disposizione. In questo caso l’unica limitazione è quella del numero di passeggeri per cui è omologata l’auto.

 

I GENITORI SEPARATI POSSONO ANDARE A SALUTARE I FIGLI, ANCHE SE SI TROVANO IN UN’ALTRA REGIONE?

Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni che vivono con l’altro genitore o comunque nella casa dell’affidatario, anche con lo scopo di portarli nella propria abitazione, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti. Ad alcune condizioni: questi spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di questi provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori. Nel caso questi tragitti prevedano spostamenti da e per l’estero, è comunque necessario consultare l’apposita sezione sul sito del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per avere informazioni sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o in cui ci si deve recare. •

Francesca Lorandi

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