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05.12.2019

Parla Cibo: «Contro di me macchina del fango, ma di certe frasi mi vergogno»

Cibo risponde alle critiche con un video su Facebook
Cibo risponde alle critiche con un video su Facebook

A una settimana dall'esplosione mediatica del caso (con un articolo de La Verità, un tweet di Selvaggia Lucarelli e la presa di posizione di alcuni consiglieri comunali di Verona), Cibo, al secolo Pier Paolo Spinazzè, risponde alle accuse.

L'artista di strada veronese, che con i suoi murales a tema enogastronomico copre sui muri scritte naziste, fasciste o di odio, era stato accusato di essere un «odiatore» a sua volta. La prova: alcuni suoi post su Facebook, scritti fra uno e sei anni fa, definiti, a seconda del tema, antisemiti, sessisti o comunque dal contenuto violento. In alcuni dava l'idea di giustificare atti di bullismo come quello che portò al suicidio di Tiziana Cantone dopo la diffusione di un filmato hard.

La risposta di Cibo arriva con un video postato stamattina sulla sua pagina Facebook di dieci minuti.

 

«MACCHINA DEL FANGO»

«Su di me una vera e propria macchina del fango», attacca Spinazzè, «fatta con del metodo. Con frasi estrapolate dal proprio contesto e diffuse ad arte da quei consiglieri comunali a destra e a sinistra».

Precisa di non essere contro gli ebrei ma contro la politica dello stato di Israele («antisemitismo e antisionismo sono due cose differenti»), spiega che la battuta su escort e prostitute non voleva essere un offesa alle donne e che un post molto violento su Woody Allen («Luamaro che ha sposato sua figlia, quando muore stappo il prosecco») era riferito alla persona e non all'artista: «Così come Cibo e Pier Paolo sono due cose diverse».

 

LE SCUSE

Poi, attorno al minuto sei, arrivano anche le scuse. «Certi post sul bullismo erano proprio scritti male», ammette e, leggendone uno particolarmente violento contro le adozioni alle coppie omosessuali, dice: «Qui devo solo chiedere scusa, mi vergogno». Sono in particolare i post più vecchi - alcuni legati alla pagina Ucd, sempre riconducibile a lui- che gli fanno dire: «Scusate, ho fatto proprio una str..., di cui oggi mi vergogno».

E riflette: «Il documento che è stato fatto girare contro di me mi è servito da seduta psicoanalitica. Ho capito dove sbagliavo. Tutto questo odio mi fa capire quanto si possa migliorare. Io me ne vergogno ma», conclude, «mi chiedo se si vergogna chi ha azionato questa macchina del fango contro di me. Perché Pier Paolo Spinazzè sarà anche uno stro..., ma giù le mani da Cibo».

 

 

Riccardo Verzè
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