L'intervista

Obbligo di Green pass al lavoro, il prefetto: «Cerco soluzioni, niente allarmismi. Studiamo tamponi in azienda»

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Il prefetto Donato Cafagna
Il prefetto Donato Cafagna
Il prefetto Donato Cafagna
Il prefetto Donato Cafagna

È cominciato - tra preoccupazioni, proteste, allarmismi ma anche con un certo sollievo tra i tanti, la grandissima maggioranza, che così potranno contare su luoghi più sicuri dal pericolo di contagio - il conto alla rovescia per l’entrata in vigore del decreto governativo che rende obbligatorio il Green pass per accedere al posto di lavoro. Un “passaporto” che dà via libera a quanti si sono sottoposti alla vaccinazione contro il Covid 19, o a chi, in alternativa, risulta negativo all’esame del tampone.

 

Il “D-day” è stato fissato per domani, venerdì 15 ottobre. Questa mattina, intanto, alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto Green pass, torna a riunirsi in via straordinaria il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione sarà allargata, per l’occasione, alle associazioni industriali e di categoria, alle organizzazioni sindacali, ai responsabili dell’Atv, l’azienda di trasporto pubblico veronese e a Federfarma, l’associazione che riunisce i farmacisti, categoria particolarmente coinvolta nell’effettuazione dei tamponi sulle persone non vaccinate. Un vertice, quindi, per valutare e affrontare le molte criticità, legate soprattutto alle migliaia di lavoratori che finora si sono rifiutati di immunizzarsi.

 

Il vertice

«Ho convocato la riunione», conferma il prefetto Donato Cafagna, «per fare il punto della situazione, in vista anche delle problematiche che si dovranno affrontare, in modo da favorire un’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass che non impatti sui luoghi di lavoro e sugli utenti dei servizi pubblici. Andrà quindi valutata», aggiunge il prefetto, «la consistenza numerica delle persone non vaccinate per le quali va organizzato uno screening attraverso i tamponi». Per far fronte a questa necessità, fa sapere Cafagna, «si è già provveduto a potenziare i servizi dell’Ulss. Inoltre si è fatta opera di sensibilizzazione nei confronti delle farmacie per coinvolgerle in maniera massiccia. Ricordo, tra l’altro», prosegue il prefetto, «che la circolare contempla anche la possibilità di poter accedere al posto di lavoro con la sola certificazione di tampone negativo, nel caso non sia subito possibile ottenere il Green pass».

 

Tamponi in azienda

Alla vigilia del vertice straordinario in Prefettura in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green pass per i lavoratori, il rappresentante del Governo sottolinea che «tutti gli enti coinvolti stanno lavorando per organizzare un sistema efficace, perlomeno per quanto riguarda le grosse realtà produttive, che renda possibile anche l’effettuazione dello screening direttamente in azienda. Ovviamente, sempre sotto la supervisione dell’Ulss. L’obiettivo generale», mette in evidenza il prefetto, «è poter eseguire il maggior numero di controlli nel maggior numero di luoghi, ma», ribadisce, «tutto deve sempre avvenire nell’ambito delle competenze dell’Ulss poiché ogni tampone che viene fatto è legato all’ottenimento del lasciapassare verde».

 

«No allarmismi»

Nel convocare la riunione del Comitato, il prefetto Cafagna sottolinea che «da parte di tutti c’è la massima attenzione affinché l’entrata in vigore della misura abbia il minore impatto negativo possibile». Da più parti, tuttavia, si sentono grida d’allarme su quello che sembra delinearsi come un inevitabile collasso del sistema, a causa soprattutto dell’impossibilità di processare molte decine di migliaia di tamponi a partire dai prossimi giorni e più volte alla settimana. «Noi non guardiamo agli allarmismi», taglia corto, «ma si lavora per far funzionare il meccanismo previsto dal decreto governativo e per trovare, insieme, le soluzioni alle problematiche che via via si presenteranno».

 

I controlli

Al vertice in Prefettura parteciperanno anche i rappresentanti delle forze dell’ordine. Ci sarà un potenziamento delle loro attività? «Premesso che è compito del datore di lavoro verificare il rispetto delle norme», risponde il prefetto, «la presenza delle forze dell’ordine è già stata rafforzata nei centri tamponi e vaccinali. Questi ultimi possono infatti rilasciare anche le esenzioni nei casi, che sembra siano piuttosto rari, di incompatibilità con il vaccino per motivi di salute, certificazione che ha lo stesso valore del Green pass. Ma i controlli veri e proprio sui lavoratori», torna a sottolineare il prefetto Cafagna, «sono un obbligo per il datore di lavoro, la verifica può essere fatta anche attraverso un sistema automatizzato o a campione. Attenzione, quindi, perché in mancanza di controlli sono previste sanzioni».

 

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Enrico Santi

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