La protesta

«Non c'è un pianeta-B»: emergenza climatica, gli studenti veronesi sfilano in centro

Corteo Fridays for Future (video Marchiori)

Ricominciano in tutta Italia, e anche a Verona gli scioperi per il clima che negli ultimi hanno hanno coinvolto soprattutto giovani e giovanissimi.

In centro è transitato un corteo di qualche centinaio di studenti con slogan e cartelli per sensibilizzare sull'emergenza climatica.

Lo sciopero è globale, sostenuto dal movimento Fridays for future ispirato all’attivista svedese Greta Thunberg. Anche in una settantina di città italiane i giovani, ma non solo, manifesteranno per lanciare l’ultimo grido e appello all’azione rivolto ai potenti della Terra in vista della Conferenza mondiale sul clima (Cop26) a novembre a Glasgow. Sollecitazioni che continueranno la prossima settimana a Milano con l’evento - «Youth4Climate: Driving Ambition» - in cui le nuove generazioni faranno pressing sui ministri dell’ambiente riuniti per la preCop26

 

IL PARERE DEGLI ESPERTI

«Senza urgenti politiche in grado di contenere l’aumento delle temperature, il cambiamento climatico intensificherà questi fenomeni estremi con conseguenze sulla salute delle persone, alzando mortalità ed episodi di dissesto idrogeologico»: a sostenerlo il rapporto «Analisi del Rischio. I cambiamenti climatici in sei città italiane» realizzato dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.

Entro il 2080, senza politiche climatiche la temperatura potrebbe salire di 4-6 gradi e Napoli potrebbe avere fino a tre mesi consecutivi di caldo torrido, Milano fino a 60 notti. Il problema degli allagamenti da piogge intense, spiega il rapporto, è esacerbato dall’ambiente urbano a causa della densità delle costruzioni, dell’impermeabilizzazione del suolo e di specifiche caratteristiche delle singole città. Oggi, rileva Donatella Spano, strategic advisor della Fondazione Cmcc e docente all’Università di Sassari, fra i curatori del rapporto, «c’è maggiore consapevolezza» dei rischi dei cambiamenti climatici. Ora «bisogna attuare piani di gestione del territorio che comprendano la proiezione negli anni del rischio climatico, in modo che faccia parte della strategia» delle amministrazioni locali. Che possono avere un valore aggiunto instaurando un «rapporto diretto con i cittadini, attraverso un processo partecipativo e la condivisione della comunicazione dei rischi».