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10.08.2019

«Non c’è una strada diversa dal

Luigi Di Maio e Matteo Salvini: fra i due vicepremier il filo s’è spezzato
Luigi Di Maio e Matteo Salvini: fra i due vicepremier il filo s’è spezzato

La decisione del vicepremier Matteo Salvini di staccare la spina al governo gialloverde, ieri la Lega ha presentato la mozione di sfiducia che sarà discussa a Palazzo Madama, non ha colto di sorpresa molti parlamentari eletti in riva all’Adige. Primi tra tutti i leghisti. E già si fanno le ipotesi su future nuove coalizioni elettorali. Il deputato Paolo Paternoster allarga le braccia. «Nei rapporti con il Movimento 5 Stelle siamo arrivati a un punto morto, e non solo dal punto di vista politico... Da settimane si moltiplicano gli attacchi personali come quello del ministro Toninelli che ha dato del “nano politico“ a Salvini... A questo punto, quindi, non c’è altra strada che dare la parola agli elettori». La Lega, ha detto il vicepremier nella tappa di Pescara del suo beach tour, andrà sola. Sarà davvero così? «Non tocca a noi parlamentari decidere». Nemmeno sulla data l’ex segretario provinciale del Carroccio si sbilancia: «Salvini dice il prima possibile ed è quello che dico anch’io». Il senatore Paolo Tosato, segretario cittadino, annuisce: «La prima data utile è quella di domenica 13 ottobre...». La pattuglia veronese leghista è attualmente composta da sette parlamentari. «In Senato», rimarca Paternoster, «a causa delle defezioni tra i 5 stelle, «è stato approvato con una maggioranza risicata. È chiaro a tutti ormai», aggiunge, «che siamo due forze alternative, lo si è visto anche sui temi fiscali, sulle infrastrutture, e sull’autonomia, una tela di Penelope». Sul che fare anche Ciro Maschio, deputato di Fratelli d’Italia e presidente del Consiglio comunale di Verona, non ha dubbi. «Elezioni subito! 5Stelle a lavorare e Governo Meloni Salvini» scrive entusiasta su Facebook. È ciò che auspica anche il senatore Stefano Bertacco, anch’egli del partito di Giorgia Meloni. «La crisi? Era dall’inizio del governo gialloverde che auspicavamo questa mossa, e adesso», esclama il parlamentare e assessore ai Servizi sociali di Palazzo Barbieri, «dobbiamo sfruttare la più grande opportunità che si poteva offrire per avere un esecutivo che governi per cinque anni». Un governo Lega-Fratelli d’Italia e nessun altro? «Sicuro», ribadisce Bertacco, «del resto abbiamo sempre votato le proposte su cui eravamo d’accordo». Sul versante pentastellato la deputata Francesca Businarolo promette battaglia: «Non vediamo l’ora di tornare in aula e, a differenza di altri, di prenderci le nostre responsabilità, non siamo noi quelli appassionati di spiagge. Mi auguro», continua, «che quanto accaduto non pregiudichi l’approvazione della riduzione dei parlamentari, per la quale manca solo una votazione alla Camera, vediamo se la Lega la voterà: sono i loro parlamentari a temere di perdere le poltrone. Il Movimento 5 Stelle», afferma la presidente della Commissione Giustizia, «ha dimostrato di essere la forza responsabile di questo governo, che ha rispettato i patti e fatto le riforme. E che», conclude, «non ha nessun problema a votare la prossima manovra economica». All’appuntamento con la mozione di sfiducia a Palazzo Madama ci sarà anche il senatore di Forza Italia Massimo Ferro. «Siamo stati preallertati per martedì...». A Ferro l’invito di Salvini ai parlamentari di “alzare il c... e di tornare in aula“ non è piaciuto. «Forse anche lui non sa bene che significa lavorare, ma gli ha già risposto Conte». «Che fosse un matrimonio contro natura», continua il senatore, «lo si era visto subito e quella della presenza di ministri inadeguati come Toninelli è stata la scoperta dell’acqua calda. Certo, è comprensibile che la Lega voglia massimizzare il consenso elettorale, ma», avverte Ferro, «non è automatico che gli italiani premino questa scelta che ferma la riforma costituzionale, il percorso dell’autonomia, che mette a rischio i conti pubblici e i risparmi della gente, con il pericolo dell’esercizio provvisorio e dell’aumento dell’Iva che toccherà tutti indistintamente. Si poteva aspettare uno scenario più sereno». Ferro è anche membro della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. «Anche questa salterà, sarebbe stata utile per tanti veneti buggerati dalle banche». Quanto al quadro delle alleanze», conclude l’esponente di Forza Italia, «una coalizione Lega-FdI sarebbe troppo spostata a destra e ciò ci porrebbe in tremenda difficoltà in Europa, oltre ad escludere tutta l’area moderata, cattolica e riformista». Plaude, infine, Stefano Casali consigliere regionale di Centro Destra Veneto: «Bene il voto anticipato, ormai di questo governo e dei suoi litigi l’Italia non ne può più». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Enrico Santi
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