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26.03.2015

Neuromarketing: ecco come viene scelta una bottiglia

Il mondo del vino e le emozioni. Il neuromarketing e il comparto enoico si interrogano su come la mente umana recepisce etichetta, colore, struttura del sito internet aziendale e immagini scelte per la campagna pubblicitaria durante il laboratorio «Neuromarketing del vino e le strategie di marketing emotivo per produrre valore nel mondo del vino», organizzato dall'Università Iulm e da Marco Polo Experience, in collaborazione con Vinitaly.
«Lo stesso vino», racconta Vincenzo Russo, associato della Facoltà di Comunicazione dello Iulm, «venduto a 5 o a 50 euro a bottiglia, viene giudicato in maniera diversa. Il consumatore è infatti portato a scegliere quello al prezzo maggiore considerandolo migliore e dall'analisi dell'encefalogramma emerge che, di fronte all'assaggio di una bottiglia di prezzo più alto, a prescindere da cosa c'è dentro, si attivano le aree del cervello del piacere». Macchine che misurano l'emotività, e quindi la presenza di emozioni, hanno svelato che esistono due grandi gruppi di consumatori.
Da una parte gli esperti, che di fronte ad un'etichetta gettano subito l'occhio alla cantina e all'annata, dall'altra i non esperti, che invece cercano per prima cosa il grado alcolico, la quantità contenuta nella bottiglia e, eventualmente, se si tratta di un vino biologico o meno, non prestando molta attenzione al nome dell'azienda né all'annata. Il consumatore medio molto spesso si lascia guidare da elementi superficiali. «Anche nel mondo del vino, capire come reagisce il cervello del consumatore medio è fondamentale», commenta Marilisa Allegrini, produttrice e presidente delle Famiglie storiche dell'Amarone. «Abbiamo ad esempio scoperto come il racconto emozionale della storia della cantina o, il fatto di essere un'azienda veronese, associata alla storia di Giulietta e Romeo, resta impresso nella mente dei consumatori in maniera indelebile, addirittura di più rispetto all'uvaggio che compone il vino». E.C.

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