Polemiche e petizioni

Movida molesta, la titolare di un bar: «Facciamo squadra»

La titolare dell'Ellis 22
La titolare dell'Ellis 22
La titolare dell'Ellis 22
La titolare dell'Ellis 22

Contro la movida molesta, facciamo squadra! L’appello arriva nientemeno che dalla titolare di un bar a pochi passi da Breccia San Giorgio, finito recentemente nel mirino dei residenti della zona a causa degli schiamazzi e dell’inciviltà di alcuni avventori. Ed è rivolto ai residenti stessi, che da qualche settimana hanno dato vita a una raccolta firme proprio per contestare le criticità della nuova movida, rea a loro dire di disturbare le e di ridurre vicoli e punti nascosti a orinatoi a cielo aperto.

 

«Seleziono la clientela, chiedendo i documenti a chi penso possa non essere maggiorenne. Ho chi pulisce la strada e da poco ho assunto una addetto alla sicurezza che sta in ingresso durante le ore più affollate. Sto cercando di elevare, oltre che di educare, la clientela. Ma il barista non può e non deve diventare un gendarme», spiega Tiziana Carradore che tra gli obiettivi, quando ha dato vita al suo Ellis 22 proprio di fronte le scuole Catullo, aveva anche quello di creare un presidio illuminato e aperto in un punto, a ridosso dei giardini di via Nievo, buio e poco frequentato.

 

«Noi cittadini, residenti ed esercenti, siamo le sentinelle del territorio: dobbiamo fare squadra», aggiunge Carradore lanciando una mano tesa all’eterna lotta tra residenti ed esercenti. Aperto a ottobre 2019, il bar è stato costretto a chiudere come la maggior parte delle attività, pochi mesi dopo con il deflagrare della pandemia. Alla fine delle restrizioni, la ripresa del lavoro e un successo di clientela addirittura inaspettato.

 

«È stata la conseguenza dello svuotamento delle piazze: i giovani si spostano e hanno trovato qui, come in molti altri rioni, un punto di ritrovo più defilato», analizza Carradore. Poi un’altra doccia fredda: quella della notizia di una raccolta firme contro la sua attività. «L’ho saputo leggendo il giornale, mi dispiace davvero molto. Ai residenti dico: sono qui, parliamone, cerchiamo di capire insieme come poter far fronte alla situazione. Le criticità ci sono, non lo nego e sono la prima ad essermi adoperata per cercare di far loro fronte. Se vedo che qualcuno è alterato non servo più alcolici, se butta male preferisco chiudere anche prima l’orario di chiusura», spiega la giovane che chiede dunque un dialogo aperto con chi vive nella zona. I

 

n centro e nei quartieri, il tema della movida molesta, riesplosa con l’attesissimo addio al coprifuoco, è all’ordine del giorno. E che la situazione sia tesa lo ha recentemente confermato anche il presidente della circoscrizione centro Giuliano Occhipinti. «La situazione è ben oltre l’auspicato, e tanto atteso, ritorno alla normalità. Ci sono arrivate e continuano ad essere inoltrate moltissime segnalazioni». Un punto di vista ribadito anche da VeroCentro, associazione dei residenti della città antica e dalle altre associazioni di cittadini dei quartieri a ridosso del centro. A Veronetta, in zona universitaria, un condominio poco distante dal chiostro sta addirittura pensando di intraprendere le vie legali anche con l’amministrazione, rea di non garantire attraverso il mancato controllo degli orari di chiusura dei locali, della sosta selvaggia, di schiamazzi, il diritto al riposo dei suoi cittadini.

Ilaria Noro

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