Sbancamenti sotto sequestro

Monte Cucco, il rapporto ufficiale: distrutti metà dei muri a secco e modificato il sistema idrogeologico

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Sbancamenti a Monte Cucco
Sbancamenti a Monte Cucco

«Eliminazione oltre il 50% dei muri a secco presenti originariamente, modifica regime idraulico dell'assetto idrogeologico, trasformazione significativa del paesaggio preesistente», in una zona sottoposta a vincolo come da delibera regionale n. 578 del 16 ottobre 1987. È quanto scrive il Controllo Edilizio del Comune in riferimento agli sbancamenti a Monte Cucco - di cui larena.it aveva riportato immagini e video - nell'elenco delle sospensioni relative a inosservanza delle norme prescrizioni e modalità esecutive e lottizzazioni abusive del mese di maggio, pubblicato sull'Albo Pretorio. 

 

«Non sono pochi né di poco conto, gli abusi rilevati dai vigili urbani di Verona su Monte Cucco che hanno portato alla sospensione dei lavori sull’area, dopo la segnalazione dei cittadini»,  afferma Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, « Altro che “tanto rumore per nulla” come ebbe a commentare con la solita disarmante superficialità l’assessore competente Bassi al tempo dell’annuncio della manifestazione pubblica da parte dei cittadini e del padri del Monastero. Qui c’è materiale più che sufficiente per aprire una seria riflessione sull’incapacità del Comune di tutelare il paesaggio. Si può tranquillamente partire dalla mancata approvazione per il Parco delle Colline (così come per il Parco dell’Adige e quello delle Mura e dei Forti) dei piani di gestione e dei piani ambientali, strumenti indispensabili per attuare quella protezione scritta negli atti fondativi. Sono ormai 15 anni che si attendono, quando vuole tardare ancora l’amministrazione comunale veronese? Non può essere che per distrazione, incapacità o incompetenza, i cittadini si sostituiscano sempre alle amministrazioni locali che sembrano più impegnate a cementificare il territorio che a tutelarlo».

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