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lunedì, 25 maggio 2020

«Mascherine a tutti: il Covid-19 si ferma così». Ecco come farle in casa

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«Il Covid 19 va fermato così. Con le mascherine a tutti». L'oncologo dell'Azienda ospedaliera di Verona Antonio Santo ne è convinto e propone a Zaia: «Produzione di mascherine 24 ore su 24, buon esempio e multe salatissime» per sconfiggere il coronavirus.

Il problema è che le mascherine sono ad oggi introvabili: nel video che alleghiamo ci sono le istruzioni della farmacista Valerie Lattari per farle in casa in modo semplice ed economico, e soprattutto efficaci.

 

Dopo essere «scappato» da un supermercato pieno di clienti e aver trascorso la notte insonne riflettendo sul dilagare del Coronavirus, Antonio Santo, responsabile dell’Unità operativa Givop (Gruppo interdisciplinare veronese oncologia polmonare) dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e ideatore del network Fonicap (Forza operativa nazionale interdisciplinare contro il carcinoma polmonare), ha deciso di scrivere una lettera aperta al presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Il motivo? Suggerirgli alcune proposte per fermare il contagio.

 

«Finora le misure messe in atto dal Governo centrale-regionale non hanno dato i risultati sperati», sottolinea. «Inseguire il Coronavirus non ci permetterà di bloccarlo e a breve potrebbe diventare difficile anche contrastarlo, dato il serio rischio di tracollo del sistema sanitario nazionale». Comparando i dati di Wuhan, Corea del Sud e Italia e valutando i tre diversi tassi di mortalità, Santo arriva a concludere che verosimilmente in Veneto, «dati i 115 decessi e i 3.484 “contagiati noti totali” (dati di venerdì, ndr), è lecito presumere a oggi 11.500 “contagiati reali”, con un 80% di contagiati ignoti che rappresentano il vero problema alla base dell’inarrestabilità del contagio». Bisogna creargli un muro di sbarramento e Santo ha una proposta da fare.

 

«Premettendo, che non sono un infettivologo o un virologo, ma basandomi sui dati di fatto e in base all’esperienza che mi deriva da 33 anni di professione medica, mi permetto con umiltà di avanzare qualche suggerimento, senza voler mettere in discussione gli autorevoli esperti del suo staff», scrive al governatore Zaia, «ma semplicemente perché in questo momento drammatico per l’Italia è doveroso per tutti noi addetti ai lavori dare il nostro contributo, anche in termini di proposte. Ricordando», aggiunge, «che talvolta le più semplici possono risultare sorprendenti in termini di efficacia, il cosiddetto uovo di Colombo». Il dottor Santo è convinto che un «muro di sbarramento» adeguato potrebbero essere le semplici mascherine chirurgiche. «Non hanno un grande potere protettivo per chi le indossa», spiega, «ma sono in grado di ridurre fino al 95% la carica virale emessa con le goccioline di acqua, “droplets”, durante colpi di tosse, starnuti, dialogo ravvicinato, dei soggetti ammalati e soprattutto della stragrande maggioranza dei soggetti contagiati asintomatici».

 

«È chiaro che se in una comunità tutti portano la mascherina», prosegue il medico, «c’è una protezione vicendevole di massa e probabilmente nel giro di due-tre settimane questo rimedio potrebbe dare risultati sorprendenti, tali da permettere un graduale ritorno alla normalità, aiutati anche dall’auspicabile aumento della temperatura che dovrebbe ridurre la virulenza del Coronavirus».

 

Ma come fare a mettere in atto il piano se le mascherine sono merce introvabile? Secondo Santo sono quattro le «mosse» che Zaia dovrebbe fare. Prima: individuare nel Veneto un adeguato numero di fabbriche con caratteristiche tali da essere facilmente riconvertibili nella produzione di mascherine chirurgiche, avviando una produzione 24 ore su 24, in modo da produrne milioni in pochi giorni. Seconda «mossa»: utilizzare Protezione civile, esercito, associazioni di volontariato per una distribuzione capillare ad ogni famiglia. Terza: dare il buon esempio. «Soprattutto i politici, i giornalisti televisivi, i personaggi dello spettacolo, gli sportivi che dovrebbero presentarsi in pubblico sempre con la mascherina», dice. Infine la quarta: attività sanzionatoria. Santo è per la tolleranza zero: «Multe da 100 a 500 euro a chi viene trovato privo di mascherina e per quelli recidivi per la terza volta l’arresto per tre mesi», propone. «Ritengo che queste misure a costo ridotto e di facile applicazione nel giro di poco potrebbero farci tornare alla normalità».

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