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17.02.2013

Macroregione del Nord, la Lega firma il patto

I governatori Cota, Zaia, Tondo e l'ex ministro Maroni a Sirmione
I governatori Cota, Zaia, Tondo e l'ex ministro Maroni a Sirmione

È stato ufficialmente sottoscritto ieri pomeriggio a Sirmione (Brescia) il patto di solidarietà territoriale «Verso la macroregione». A firmarlo Roberto Maroni, Luca Zaia, Roberto Cota e Renzo Tondo (Pdl). «Questo è lo scopo: avere più forza negoziale con il governo - ha detto Roberto Maroni, che ha poi assicurato - se una regione ha un problema, diventa il problema di tutti». «Sento - ha aggiunto - il problema della delocalizzazione delle imprese. Dobbiamo preservare il nostro tessuto economico sulla base di rapporti di amicizia con la forza delle regioni del Nord». «O facciamo qualcosa o finiamo molto male - ha dichiarato il governatore del Piemonte, Roberto Cota - e fare blocco è la via d'uscita. Questo patto di solidarietà può finalmente far sentire la nostra voce e risolvere il problema della pressione fiscale». «È un patto d'attacco, di legittima difesa contro la cialtronaggine nazionale - ha dichiarato il governatore del Veneto, Luca Zaia - ho difficoltà a spiegare al popolo della macroregione che abbiamo il rating della Baviera e siamo trascinati nell'abisso da chi non ha voglia di lavorare». Il sottotitolo a questo patto, ha continuato Zaia, dovrebbe essere «basta Sud, basta Roma». Per il candidato governatore della Lombardia e segretario federale della Lega, Maroni, «la macroregione è la prima tessera del nuovo mosaico europeo, dell'Europa delle regioni e dei popoli. Ed ha una dimensione tale che è in grado di battere i pugni sul tavolo, qualunque governo ci sia a Roma deve passare di qua». L'ex ministro ha aggiunto che il governo «non può più seguire la strategia del “divide et impera”. Roma vince perchè divide la Lombardia dal Veneto, il Piemonte dalle altre regioni. L'unione delle regioni dà una forza tale da fare un vero super governo del Nord, che tratterà alla pari con quello di Roma». All'incontro di Sirmione è stato presente anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che sta portando avanti un progetto politico che si rifà proprio alla macroregione bavarese (vedi articolo a lato). L'iniziativa leghista che cerca di consolidare il fronte del Nord ha attirato subito le critiche degli schieramenti opposti. «Qui In Friuli Venezia Giulia abbiamo 50 anni di autonomia, con la Macroregione del Nord mi sembra che ne celebriamo il funerale, invece è un'autonomia virtuosa che va rafforzata», ha detto per esempio a Udine il ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi, commentando la firma a Sirmione della Macroregione del Nord. «Sono molto preoccupato - ha proseguito Riccardi - perchè la storia dell'autonomismo friulano e della Venezia Giulia è una storia preziosa, e non dobbiamo far divorare le diversità da una macroregione. Questa mi sembra una forma di nazionalismo localista - ha aggiunto - mentre l'Italia è bella perchè è costituita da diverse autonomie e diverse regioni e non vedo proprio il senso dei giochetti delle macroregioni». A livello veneto il deputato dell'Udc Antonio De Poli ha rimarcato che «I veneti non credono più alle bufale di Zaia. Il Patto sulla macroregione firmato a Sirmione è solo una messa in scena». Secondo De Poli «le frasi di Zaia contro il Sud e contro Roma sono ormai inflazionate. Ai veneti e, in particolare ai 160 mila disoccupati, ricordo che fino a prova contraria al Governo, a Roma, ci sono stati Lega e Pdl per 1294 giorni e poi Monti ha dovuto correre ai ripari con una cura da cavallo. La macroregione è solo una bolla di sapone di cui però gli alleati di Lega (Pdl e Grande Sud) non parlano in campagna elettorale. Come mai?», si chiede ironicamente De Poli.

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