FLASH MOB in piazza Bra

La pioggia non ferma la protesta degli studenti: «La scuola si cura, non si chiude»

Protesta scuola (Marchiori)

«La scuola si cura, non si chiude». Con questo slogan, affisso ai piedi della scalinata del Municipio, è iniziata la manifestazione di protesta promossa dal movimento Ridatecilascuola e della Rete degli studenti medi di Verona. La pioggia battente non ha fermato il flashmob contro il protrarsi della didattica a distanza, che sta condizionando non poco l'anno scolastico alle superiori. In piazza Bra sono arrivate una settantina di persone. Si sono passate il megafono e a turno hanno raccontato le proprie difficoltà.

 

«Chi crede che la scuola si possa fare a distanza, non ha capito cos'è la scuola. Non solo un luogo dove si trasferiscono contenuti, ma anche un àmbiente di scambio e di relazione, un presidio per la crescita e l'integrazione», ha esordito Giulia Ferrari, co-fondatrice, assieme a Rachele Peter, del movimento Ridatecilascuola.

 

PROTESTA SCUOLA (MARCHIORI)

 

Si avvicina il 1° febbraio, data presunta del rientro in classe, «e ancora non si parla di rafforzamento dei trasporti né di programmi di screening preferenziali per la popolazione scolastica», ha fatto presente Lorenzo Baronti della Rete degli studenti medi, iscritto al liceo Montanari. «La ripresa della didattica in presenza non ci sembra fattibile, senza risposte chiare a queste domande. Ma vogliamo essere fiduciosi, perché la mancanza delle nostre scuole si sente e ci sta mettendo alla prova pure sul piano psicologico».

 

Per la prima volta sono scesi in piazza anche i professori, alcuni dei quali non hanno esitato a far sentire la propria voce. «Non vedo i miei studenti in carne e ossa dal 16 novembre e sono stanca di questa situazione insostenibile», ha detto Giorgia Vesentini, docente di italiano e storia all'istituto tecnico Einaudi. 

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Laura Perina