La moda dei selfie pericolosi
fa paura nelle nostre scuole

Farsi un selfie in situazioni pericolose non è un gioco da ragazzi. Eppure anche a Verona preadolescenti o adolescenti usano il cellulare come se fosse un bazooka e crescono le tipologie di reati che mirano non solo, come accaduto al tredicenne di Soverato, ad avere uno sfondo più attira-like per il proprio profilo, ma ad atti di prevaricazione, pedopornografia e bullismo.

«Lasciati soli con il cellulare i ragazzi in età critica diventano preda di gruppi sui social media e, per ricercare popolarità e visibilità, mettono a repentaglio la propria incolumità e quella altrui». dice Giuliana Guadagnini, psicologa responsabile del Punto Ascolto Uat VII.

Per dare un’idea, nel Veronese l’anno scorso sono stati tre i selfie che hanno avuto come sfondo improprio le rotaie di un treno, 4 le sfide rimbalzate di cellulare in cellulare a chi resiste di più ad azioni di soffocamento (choking games), una ventina i casi di autolesionismo filmati e condivisi. Una ventina anche le gare tra chi ingurgita più alcolici (neck nomination), sottovalutate ma attuali le condivisioni di foto erotiche tra fidanzati poi usate a scopo ricattatorio (sexting).

«La coscienza individuale si spegne davanti alla coscienza di gruppo», riassume Giuliana Guadagnini. «Non si riflette sulle conseguenze delle proprie azioni, per questo stiamo facendo formazione a tappeto a ragazzi e genitori su rischi e danni legati al cyberbullismo». Il lavoro non manca per psicologi e polizia postale, la polizia municipale è all’opera per contrastare i recenti fenomeni di selfie scattati mentre il ragazzo, che magari ha da poco preso la patente, è alla guida dell’auto. Per uso pericoloso del cellulare alla guida nel 2015 sono stati stilati 338 verbali, nel 2016, 395 e nei primi due mesi quest’anno siamo già a quota 76, si va dalla lettura di sms e di whatsup al selfie. Oltre ai rischi per la salute propria e altrui, le multe arrivano fino a 647 euro con 5 punti della patente tolti all’istante e se nel giro di 2 anni l’episodio di ripete scatta la sospensione. Le possibilità di essere intercettati sono elevate grazie a vetture speciali con strumentazioni che filmano i comportamenti a rischio. Le sanzioni si prospettano inoltre più pesanti dalla fine del 2018: all’esame della commissione parlamentare il ritiro della patente alla prima violazione e, in caso si provochi un incidente, il sequestro del veicolo. Nelle sfide online ad elevato tasso alcolico interviene anche l’articolo 25 R.D.L. 1404/1434: «Nei casi di atti estremi il ragazzo può essere allontanato dalla famiglia che ne è responsabile data la minore età o portato in un luogo protetto», dice l’avvocato Christian Serpelloni. «L’educazione nelle scuole a un uso corretto del cellulare e al rispetto rappresentano la prima risorsa su cui investire a scopo preventivo, coinvolgendo la famiglia», spiega Tiziano Albrigi, dirigente scolastico del Fracastoro. «Non dobbiamo demonizzare l’uso del cellulare ma insegnarne l’uso corretto», dice Mariangela Persona, dirigente scolastico dell’IC 6 Chievo-Bassona che svolge corsi ad hoc per genitori e allievi sin dalle elementari. «Gli adulti non sono nativi digitali e, a fronte di un continuo aggiornamento di applicazioni, vanno supportati».

Monica Sommacampagna