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04.08.2015

La Giunta boccia Leardini Stop a 120 appartamenti

La nuova lottizzazione era prevista nell'area verde di fronte a queste abitazioni, in via dei Tigli MARCHIORI
La nuova lottizzazione era prevista nell'area verde di fronte a queste abitazioni, in via dei Tigli MARCHIORI

Colpo di scena a Palazzo Barbieri. «Soluzione non corrispondente all'interesse pubblico, per questioni ambientali». Con queste motivazioni la Giunta comunale, riunitasi in via straordinaria, ha bocciato il Piano urbanistico attuativo (Pua) «Ai Tigli», a Montorio, in via dei Tigli, che consiste in 120 nuovi appartamenti, in palazzine da tre piani fuori terra, su un terreno di 37.500 metri quadrati. Di cui 15mila di superficie utile lorda (Sul) per usi abitativi. Almeno cinquecento potenziali nuovi residenti.In più, sotto forma di opere compensative (tecnicamente: il contributo di sostenibilità) per un importo pari a un milione e mezzo, il Piano non adottato dalla Giunta Tosi prevede vari impianti sportivi. Il proponente? La Fossetta srl, società che fa capo all'imprenditore Alessandro Leardini. Cioè l'accusatore e anche imputato per la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'ex vicesindaco e assessore all'urbanistica e all'edilizia privata Vito Giacino e la moglie Alessandra Lodi. La scheda norma dell'area «Ai Tigli», lo ricordiamo, era già stata approvata dal Consiglio comunale due anni fa. Ciò nonostante il parere contrario del Consiglio dell'Ottava circoscrizione (Montorio, Quinto, Poiano, Santa Maria in Stelle, Mizzole). La Giunta, però, ha rispedito al proponente il Piano attuativo, su cui l'esecutivo avrebbe dovuto esprimersi entro il 5 agosto, domani.«Pur rispettando le norme, dal punto di vista urbanistico, ambientale e paesaggistico la soluzione proposta non corrisponde all'interesse pubblico, in un territorio con alcuni filari di alberi adiacenti e risorgive, vicino ai quali sorgerebbero le nuove costruzioni», dice all'uscita della Giunta l'assessore all'urbanistica e all'edilizia privata, Gian Arnaldo Caleffi. «E gli impianti sportivi sono su un'area ridotta rispetto a quanto vuole l'Amministrazione».Nel dettaglio, il Piano prevederebbe 13 lotti di residenziale. Metà dell'area, quindi 18.750 metri quadrati, in base alla scheda norma è infatti a disposizione del Comune per impianti sportivi. Il Pua prevede giochi d'acqua, una palestra con campo da pallavolo e pallacanestro, spazi interni per sedi di associazioni del territorio e due palestre attrezzate sia per attività sportive giovanili che per anziani, su 8.866 metri quadrati. Il contributo di sostenibilità di un milione e mezzo però prevede che con quella somma si costruiscano anche una sala ristorante (in origine non prevista), servizi esterni, un'area verde, una pavimentata e anche parcheggi. In pratica: solo 8.866 metri quadrati di impianti sportivi sui 18.750 di cui il Comune dispone per quella funzione. E fra l'altro la spesa per gli impianti sportivi, nella scheda norma, supera i 5 milioni.Ma che cosa può succedere, ora? «Noi non abbiamo alcuna pregiudiziale», aggiunge Caleffi, «e se La Fossetta srl ripresenterà il Pua con elementi che rispettano maggiormente il contesto in cui sorgeranno le costruzioni, valuteremo». L'impresa però potrebbe anche ricorrere al Tar contro la decisione della Giunta, presa dopo parere legale. «È curioso il comportamento del Comune nei confronti de La Fossetta», dice Michele Bertucco, capogruppo del Pd in Comune, sottolineando che «la decisione della Giunta di non adottare il Pua si fonda sul parere legale dell'avvocato Baciga, mentre gli uffici avevano dato parere favorevole. Curioso», spiega, «perché prima il Comune vuole una palestra e una fontana con giochi d'acqua come opere pubbliche compensative salvo scoprire, qualche mese dopo, che il contributo di sostenibilità richiesto è insufficiente a realizzarle, e che la gestione della fontana sarebbe troppo gravosa. Vorrà dire che gli regaleremo un pallottoliere».o COPYRIGHT

Enrico Giardini
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