In rete pestaggi e sesso tra giovani

Il fermoimmagine di uno dei video caricati sui social che mostrano pestaggi tra ragazzini a VeronaUna ragazza circondata dal brancoIn un parco due ragazzini si affrontano: tutti i video sono in rete
Il fermoimmagine di uno dei video caricati sui social che mostrano pestaggi tra ragazzini a VeronaUna ragazza circondata dal brancoIn un parco due ragazzini si affrontano: tutti i video sono in rete

Video di pestaggi nelle scuole o nelle principali piazze di Verona, immagini pedopornografiche o insulti online: allerta massima delle forze dell’ordine e del Punto Ascolto anche durante le vacanze per monitorare e intervenire contro cyberbullismo, atti di violenza e istigazione all’odio. L’ultimo episodio balzato all’attenzione delle autorità ha riguardato due giorni fa l’account su Instagram «Worldstar_Verona», ancora visibile nonostante la rimozione a fine maggio, che è tornato a pubblicare  molestie in diretta, sexting, streetfighting, razzismo e atti vandalici e di violenza contro ragazzi nei punti di maggiore attrazione turistica della nostra città, non ultima piazza Bra, riportando nomi e cognomi delle vittime e ottenendo centinaia di like e di commenti offensivi.

Tutto ruota attorno a calci, pugni e percosse con un pubblico inferocito di fan dei bulli, a incitare violenza su violenza e a riprendere la scena con lo smartphone. Oltre 4.000 i like alla page, raccolti in breve tempo tra ragazzi veronesi per un fenomeno, quella dell’aggressività per diventare popolari e della ostentazione sessuale per manifestare sex appeal, che sta diffondendosi sfruttando le reti a cui sono costantemente connessi. Ieri l’account era scomparso da Instagram, ma era stato rilanciato da un altro sito. In serata è stato riaperto. Il fenomeno viene comunque tenuto d’occhio.

«Questi account sui social media purtroppo nascono e muoiono come funghi, i genitori e gli adolescenti possono aiutarci e segnalarli tempestivamente alle forze dell’ordine. La forza dei contenuti pubblicati non va sottovalutata, anche essere bullizzato in rete una sola volta può avere riscontri pesanti e continui per molto tempo», dice Giuliana Guadagnini, psicologa responsabile del Punto ascolto bullismo e disagio scolastico. All’origine la convinzione che essere violenti e volgari, sfidarsi in pestaggi o postando sexting serva per essere popolari, se non si segue questa “moda” si è sconosciuti; manca spesso una coscienza individuale, della propria intimità e della privacy e si usano parole offensive non considerando i loro effetti devastanti.

«Nei social chi pubblica, commenta, condivide o mette like a determinati post diventa parte del "branco on line" perdendo di vista la coscienza sociale», continua la Guadagnini. «I genitori dovrebbero non dare per scontato nulla sui contenuti social dei figli, anzi, monitorarli perché il mondo virtuale mostra come si interfacciano con gli altri e come si presentano».

La polizia postale è attiva su questo fronte: si può richiedere la rimozione di video lesivi, l’intervento può essere immediato o attraverso un provvedimento della magistratura.

La nuova legge contro il cyberbullismo entrata in vigore a giugno, inoltre, obbliga i gestori a eliminare contenuti diffamatori o illegali entro 24 ore. «I bulli non restano più impuniti perché molestie, aggressioni, offese e diffusioni non autorizzate di immagini e di dati sensibili sono reati che rientrano nella nuova area del bullismo telematico», spiega l’avvocato Gabriella De Strobel, segretario nazionale AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori).  «Sono stati incaricati della prevenzione anche professori anti-bullismo per una più efficace azione nelle scuole e il bullo rischia l’ammonimento del questore e sanzioni».

Monica Sommacampagna