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01.06.2020 Tags: Verona

Gli autisti in piazza
«Non c’è stata ripresa
dopo il lockdown»

La crisi l’hanno subita anche loro, costretti ad uno stop indotto. Per questo oggi, dalle 10 alle 12, circa si trovano in piazza Bra alla manifestazione delle imprese di trasporto persone a mezzo autobus turistici e scuolabus veronesi.

 

La manifestazione è a di sostegno alle proposte di emendamento al «Decreto rilancio» che la categoria ha già presentato e che sono state condivise con le associazioni aderenti a Rete imprese Italia. E domani scade la possibilità di presentare gli emendamenti al decreto.

 

Due autobus turistici e uno scuolabus sono parcheggiati davanti al palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra. I titolari delle imprese veronesi manifestano sulla scalinata del palazzo nel rispetto delle norme di prevenzione Covid-19.

 

«Noi avremmo potuto lavorare durante il lockdown il problema è stato che sono fioccate le cancellazioni, l'aeroporto chiuso, turismo annientato, quindi non c'è stato modo di poter lavorare», spiega Andrea Ferron, vicepresidente del settore trasporto di persone di Confcommercio. 

 

«Abbiamo deciso di scendere in piazza per rilanciare e per chiedere visibilità per un settore che è stato troppo trascurato durante questa crisi», aggiunge Ferron. «Gli eventi in fiera sono stati sospesi molti non sono stati nemmeno riprogrammati così come molti convegni. Turisti non ce ne sono e noi in vista dell’incremento dello scorso anno avevamo fatto grandi investimenti: basti pensare che  un autobus costa anche 300mila euro, mentre uno scuolabus ne costa più di 100mila», investimenti che non hanno reso e che comunque debbono essere pagati.

 

«Il governo ha tenuto in poca considerazione il nostro settore conclude Ferron, «ad esempio alle agenzie viaggi è stato dato un bonus ulteriore che invece a noi che con il turismo lavoriamo, non è stato concesso. Non vediamo alcun segnale di ripresa, purtroppo». In piazza ci saranno anche gli Ncc, i noleggi con conducente: «Molti dei nostri clienti sono fissi», spiega Giorgio Sommacampagna, «tanti sono uomini d’affari, ma se non possono volare, non hanno bisogno di essere accompagnati, quindi la situazione lavorativa, per noi, è bloccata». •

Alessandra Vaccari
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