Il «regno»
di Romeo
e Giulietta

Anatre, oche e Germani reali alla “spiaggia delle oche“ sulla riva destra dell’Adige, fra Parona e ChievoUn cigno dell’Adige immortalato dall’archeologa e fotografa degli animali, Carlotta Letizia LavariniDue figli di Giulietta e Romeo, nati questa primavera
Anatre, oche e Germani reali alla “spiaggia delle oche“ sulla riva destra dell’Adige, fra Parona e ChievoUn cigno dell’Adige immortalato dall’archeologa e fotografa degli animali, Carlotta Letizia LavariniDue figli di Giulietta e Romeo, nati questa primavera
Anatre, oche e Germani reali alla “spiaggia delle oche“ sulla riva destra dell’Adige, fra Parona e ChievoUn cigno dell’Adige immortalato dall’archeologa e fotografa degli animali, Carlotta Letizia LavariniDue figli di Giulietta e Romeo, nati questa primavera
Anatre, oche e Germani reali alla “spiaggia delle oche“ sulla riva destra dell’Adige, fra Parona e ChievoUn cigno dell’Adige immortalato dall’archeologa e fotografa degli animali, Carlotta Letizia LavariniDue figli di Giulietta e Romeo, nati questa primavera

È la coppia regina dell’Adige, nel tratto fra Parona e la diga di Chievo. Giulietta e Romeo, i cigni che da cinque anni vivono e si riproducono fra i canneti del fiume, sono diventati nel tempo dei veri divi. Hanno imparato a fidarsi dell’uomo e si lasciano avvicinare, nutrire, curare. E fotografare come modelli in posa. Le foto pubblicate in questa pagina lo testimoniamo.

Le ha scattate Carlotta Letizia Lavarini, che di professione fa l’archeologa, ma che nel tempo libero - assieme al padre e ad altri amici - si dedica ai due cigni, ai loro piccoli, alle anatre e alle oche dell’Adige. Ai volatili ha anche dedicato una pagina sul social network Facebook: Cigni e altri animali dell’Adige.

«Ho cominciato a seguire i volatili dell’Adige sei anni fa», racconta l’archeologa, «per praticare la mia passione, la fotografia. Sono soggetti bellissimi da riprendere e il nostro Adige, a seconda delle condizioni meteo e delle stagioni, propone scenari da cartolina. Il fiume è in salute, per fortuna, e i risultati si vedono. I volatili si riproducono e a riva abbiamo visto anche un sacco di avannotti».

Gli amici dei volatili si recano sulle sponde dell’Adige una volta al giorno. La spiaggia delle oche, sulla riva destra (sotto via Barucchi) è la casa naturale di un nutrito gruppo di oche, «ma passano di lì anche aironi cinerini», racconta Carlotta, «gallinelle d’acqua e cormorani. Come prima cosa ci sinceriamo delle loro condizioni di salute. L’anno scorso abbiamo richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per salvare un cigno femmina cui si era conficcato un amo nella zampa palmata. Se troviamo qualche animale ferito lo raccogliamo e lo portiamo ai volontari di Verdeblu, che lo rimettono in sesto».

Poi arriva l’ora delle pappe: «Verdura, erba, mais e qualche pezzo di pane, ma non quando sono piccoli», spiega l’archeologa. E tutti allungano il collo con fiducia.

Disturbati dai troppi curiosi, Giulietta e Romeo questa primavera hanno fatto il nido vicino alla diga. «Cinque pulcini, di cui uno è morto. Avevamo il terrore che venissero risucchiati dalla corrente, ma è andata bene. Sono cresciuti. Un paio sono già volati via. Giulietta e Romeo però non si muovono». P.COL.

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