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04.06.2020 Tags: Verona

Hotel, in pochi riaprono Si guarda a luglio e agosto

Un messaggio beneaugurante sulla vetrina di un negozio del centro storico
Un messaggio beneaugurante sulla vetrina di un negozio del centro storico

Confini aperti tra le regioni, ma sono pochissimi i visitatori di altre città già intenzionati a trascorre una o più notti a Verona. I rari alberghi aperti si sostengono grazie alla presenza di chi viaggia per lavoro, di operai impiegati nei cantieri oppure di chi raggiunge la nostra città per delle visite mediche urgenti. Qualche risicata prenotazione si fa avanti in strutture come i campeggi, e nel fine settimana scorsa sono stati avvistati i primi camper nell'apposita area in via dalla Bona, a Porta Palio. La gente infatti sembra prediligere gli spostamenti tramite le proprie casette a 4 ruote. In locazioni turistiche e B&B, invece, vige calma piatta. Qualche hotel aprirà da lunedì. Altri, come l'hotel Trieste, si limitano per ora a rispondere al numero telefonico con una voce registrata che promette che la struttura e i suoi operatori torneranno «più belli di prima», rimandando al sito per ogni ulteriore informazione. «Da una settimana circa abbiamo riaperto il Relais Empire in corso Porta Nuova», fanno sapere dall'hotel Mastino comunicando che l'albergo in corso Porta Nuova riaprirà i battenti da lunedì. «Finora sono state occupate due o tre camere al giorno da qualche ospite a Verona per visite mediche o per lavoro. Il turismo è ancora praticamente assente e prima di riempire una struttura di 60 camere ci vorrà senza dubbio tempo». La strategia, intanto, è di abbassare le tariffe. Poi si vedrà. «Lavoriamo durante la settimana con chi è impegnato sui cantieri, e finora non abbiamo ricevuto nessuna prenotazione da parte di turisti, sia italiani che stranieri», dice Beatrice Tonini, titolare del Verona Hotels che raggruppa quattro strutture ricettive intorno a Porta Palio. Di queste soltanto una, l'hotel Martini in via Camuzzoni, è attualmente aperta con una gestione ridotta all'osso a conduzione familiare, e una trentina di dipendenti per lo più in cassa integrazione. «Abbiamo scelto di tenere aperta la realtà più piccola. Con tutti gli eventi annullati in città dubito che prima di settembre si vedrà la luce. Lo scenario estivo si prospetta critico anche perché la gente opterà più per destinazioni al mare o in montagna che per città d'arte in cui non ci sono eventi programmati e con i musei chiusi». A Verona, infatti, a parte l'Arena, al momento non si possono visitare altri monumenti. L'Ark Hotel, l'imponente struttura in viale dal Cero, a pochi metri dalla stazione, è ancora sigillata e vuota. «Eravamo full e abbiamo raggiunto lo zero in un attimo», riferisce il titolare, Luciano Lonardi. «È difficile fare delle previsioni e staremo a vedere l'evolversi delle prossime settimane». Alle locazioni turistiche, come detto, non va meglio. Federico Finotti ne gestisce una in via Cappello, proprio di fronte alla Casa di Giulietta, e una a Calmasino, in zona lacustre. Per entrambi, al momento, è stasi totale. «Ho ancora una prenotazione valida per luglio di una finlandese che aveva fatto richiesta prima del lockdown», dice. «Per il resto è tutto rinviato al prossimo autunno. Nei giorni scorsi ho infatti ricevuto prenotazioni da austriaci e tedeschi per fine settembre. Confido nel mio zoccolo duro di clienti ormai affezionati, ma non ho grandi speranze per l'estate». Alessandro Mosca, il direttore del Camping Village Verona, spuntato a febbraio dello scorso anno in via Forte Tomba, è più positivo e da giugno ha sbloccato tutte le casse integrazioni facendo lavorare, pur se a orario ridotto, tutti i sette dipendenti. «Abbiamo ricevuto le prime prenotazioni per questo fine settimana da visitatori di Toscana ed Emilia Romagna», annuncia. «Siamo aperti dal 18 maggio e fin da subito abbiamo accolto squadre di operai e gente in città per visite mediche o di cortesia. Lo scorso week end sono stati ospiti da noi tre famiglie venete con i loro camper». Le prenotazioni per luglio e agosto fissate prima dell'emergenza sanitaria non sono state annullate, mentre il campeggio ha dovuto rinunciare alla presenza di visitatori dalla Svizzera e dall'Inghilterra che avrebbero dovuto soggiornare in questi giorni. Conclude Mosca: «Oltre alle piazzole, che abbiamo dimezzato rispetto alle 150 complessive, ci vengono chieste anche casette, ognuna dotata del proprio posto auto e divise le une dalle altre tramite una siepe». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chiara Bazzanella
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