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01.04.2014

Giovani e alcol, parte
il progetto di prevenzione

Ragazzi che bevono (FOTO D'ARCHIVIO)
Ragazzi che bevono (FOTO D'ARCHIVIO)

VERONA. Oggi al Palazzo Scaligero, l'assessore all'Istruzione Marco Luciani ha presentato il progetto «Non troppo piccoli per parlare di alcool», campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro l'abuso di alcool fra i giovanissimi. Erano presenti: Francesco Bitto, presidente di A.n.a.s.; Carla De Zordo, rappresentante di A.n.a.s. e responsabile del progetto; Annalisa Tiberio, responsabile Ufficio Interventi Educativi dell'Ufficio scolastico provinciale.
L'iniziativa, promossa dall'Associazione nazionale di Azione Sociale, affronta il problema del consumo di alcool già a 11 anni, secondo quanto riportano le recenti statistiche italiane. Gli incontri illustreranno i pericoli dell'uso eccessivo prima dei sedici anni e avranno le testimonianze di ragazzi che hanno sperimentato questo genere di dipendenza. Recenti studi dimostrano che il consumo di alcool da parte dei più giovani non è solo un problema di enorme gravità, ma è anche uno dei più sottovalutati. L'abuso fra i minorenni è una costante capillare, non fa distinzione di sesso, cultura o ceto sociale. In Italia il primo bicchiere è consumato a 11 anni, la media europea e di 13 anni.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità mette in guardia: «Sotto i sedici anni il sistema nervoso non è ancora completamente sviluppato» e non è in grado dunque di sopportare quantità ingenti di sostanze alcoliche. Ecco perché la campagna illustrerà in maniera chiara le conseguenze fisiche e psicologiche dell'alcolismo, mettendosi in prima linea nella lotta contro una delle peggiori piaghe della società odierna.
L’assessore Luciani: «Sia i giornali nazionali sia quelli locali sottolineano il problema del consumo di alcool fra i minorenni, anche in età precoce. In Italia il primo bicchiere si consuma a 11 anni, due anni in meno rispetto alla media europea. Il Veneto è tra i primi posti in Italia in questa triste classifica. Le scuole veronesi sono sempre state attente a questa tematica, ma il lavoro fatto non è mai sufficiente. Per questo motivo è di fondamentale importanza che alcune associazioni si occupino di iniziative preventive per il bene della collettività. Il lavoro di A.n.a.s. si dipana su due diversi fronti, che comprendono la spiegazione dei rischi che comporta la dipendenza da alcool e l'illustrazione di modelli di divertimento alternativi e soddisfacenti. Sebbene il progetto sia già approdato in alcune scuole durante l'anno scolastico in corso, intendiamo rilanciarlo nel mese di luglio affinché gli istituti possano inserirli nel Piano dell'offerta formativa».
Il responsabile del progetto, De Zordo: «La relazione parlamentare del 2013 è piuttosto preoccupante poiché si evince che l'Italia è ai primi posti in Europa per il consumo di sostanze alcoliche. Le conseguenze della dipendenza da alcolici fra i più giovani vanno dai cali di rendimento fino ad atteggiamenti di violenza e aggressività. Il consumo di alcool diventa ora un mezzo di trasgressione ed esaltazione per combattere la monotonia, ad esempio attraverso il fenomeno del Binge drinking, che significa bere velocemente molti bicchieri per arrivare in fretta allo stordimento. Il nostro metodo si basa su un approccio diretto con i ragazzi a cui è stato chiesto di porci delle domande in forma anonima sulla questione. I risultati si sono rivelati fondamentali non solo per avere un quadro più chiaro della situazione, ma anche perché in questo modo si sono sentiti protetti e si sono aperti con sincerità su questo delicato problema».
Il presidente A.n.a.s, Bitto: «L'A.n.a.s è un'associazione di promozione sociale che opera su scala nazionale. Gli iscritti in tutta Italia sono più di 100 mila. Abbiamo cominciato ad approfondire la questione dell'alcool rivolgendoci ad esperti in materia e abbiamo capito che per fare sensibilizzazione si doveva partire dalle scuole medie, perché è in questo contesto che il problema comincia a farsi sentire. Fino ad ora il progetto è stato esposto in diverse scuole, fra cui quelle di Vigasio e Povegliano Veronese e a maggio andremo a Villafranca».
Ufficio Interventi Educativi, Tiberio: «Molti ragazzi sono spinti al contatto con l'alcool da uno spirito d'emulazione che si innesca, ad esempio, dai social media. E' necessario formare il prima possibile un bagaglio esperienziale e una capacità critica adeguata. Inoltre non bisogna sottovalutare l'educazione al tempo libero. I ragazzi devono imparare a divertirsi, come è loro diritto, ma in modo sano».

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