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16.06.2014

Già numeri da primato
per la 3a «Marciliegia»

Podisti su una strada della Val d'Alpone. FOTOSERVIZIO AMATO
Podisti su una strada della Val d'Alpone. FOTOSERVIZIO AMATO

Stregati dalle rosse: la terza Marciliegia fa il pienone e con oltre 4 mila presenze registra il record di sempre. Festeggiano gli iscritti dell'Atletica amatori Montecchia che, dopo tre sole edizioni, hanno avuto la conferma piena che la marcia di giugno ha un potenziale straordinario.
«Marcia da dieci e lode», butta lì Giampaolo Aldighieri, il segretario del gruppo guidato da Gianbattista Repele, «tanto abbiamo fatto ma tanto ancora resta da migliorare. L'abbinamento con la Sagra è vicente», considera, «ma spazi ed iniziative devono essere riorganizzati perchè la marcia faccia da traino alla festa e viceversa». C'erano oltre 140 volontari sui cinque percorsi proposti dalla non competitiva.
Il 20 per cento dei podisti ha scelto il percorso lungo da 26 chilometri metre gli altri si sono equamente distributi su quelli da 7, 12, e 19 chilometri. «I percorsi erano perfetti, compreso il ribattezzato Calvario, cioè la salitona che sta qualificando la Marciliegia, ma dovremo investire di più sui servizi. Più cartelli col chilometraggio», osserva Aldighieri, «e punti acqua in più».
A sentire i podisti la Marciliegia viene promossa a pieni voti: autorevoli, in questo senso, sono i Marciatori Marliesi (31 i presenti), che alla Marciliegia ci vengono dalla prima edizione e che, intercettati sui percorsi, parlavano di «crescita della manifestazione sia in termini di numeri che di organizzazione». Era solo uno di gruppi presenti, diciassette da fuori regione, undici veneti.
Ventitrè, almeno, i quintali di ciliegie utilizzati per preparare le 3.500 porzioni di risotto alla ciliegia distribuite al ristoro Laghetto, ma anche le ciliegie cotte, quelle nei punti di distribuzione ciliegie sui percorsi e quelle necessarie a preparare i 180 chili del bibitone energetico con amarene, ciliegie, zucchero, limone e caffè che «I butei de le siarese» hanno distribuito al ristoro «Vittoria». E ancora ciliegie sotto spirito, ciliegie sulle crostate e in marmellata. Senza contare tutte quelle regalate dalle famiglie ai podisti e quelle ancora appese alle piante a cui in tanti non hanno saputo resistere.
Il più delizioso dei ristori era quello della Terrazza, fornitissimo con le 54 torte preparate dalle signore della Crosara: e come se non bastasse c'erano pure 720 metri quadrati di crostata alla ciliegia «spazzolata» in pochissimi minuti.
Alla Marciliegia c'era pure un ristoro in musica, quello sopra la vecchia scuola dei Cesari, gestito dai ragazzi dell'Acr: c'era tutto quel che serve a tener su il podista ma anche un Fiorino in «modalità disco» con impianto hi-fi e super casse. In via Costo, dai Gonzatto, c'era il ristoro di famiglia che si affaccia su «Piazza Felicità»: così lo zio Renato, appassionatissimo di Al Bano, ha battezzato il cortile.
Sfregolava il pane sulla piastra prima di accogliere un filo si pregiato extra vergine. Erano incantati Franco Foglia ed Enzo Pigliacampo, presidente e vice del gruppo Avis-Vai come vuoi. Arrivavano, assieme ad altri 40 podisti, da Montelupone, in provincia di Macerata, una delle località gemellate con la Montefortiana. «Corsa bellissima», hanno detto, «ristori esagerati!». Stesso verdetto di Arabello Frigo, inossidabile podista veronese che a 78 anni non perde una marcia e con la moglie Giovanna scarpinava su per la Val d'Alpone.
Tante le famiglie, tanti i gruppetti di amici, tanti anche i podisti valligiani: per tutti uno spettacolo straordinario, quello ambientale perchè la Marciliegia svela così, a piedi, scorci di natura incredibili tra ciliegi traboccanti di frutta, vigneti rigogliosi, ulivi, alberi di fico esagerati. «Abbiamo potenzialità straordinarie ma dobbiamo fare squadra», conclude Aldegheri, che con la moglie Teresa e con Giorgio Lunardi compone il trittico organizzativo-promozionale della corsa. «Cantine, ristoranti, frantoio e strutture dell'accoglienza sono soddisfattissimi, ed è merito anche dell'esperienza che il Gruppo sportivo dilettantistico Valdalpone-De Megni ha messo a disposizione del gruppo. Se tutti ci diamo una mano, non possiamo far altro che crescere».

Paola Dalli Cani
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