Foto hard in rete, allarme
tra i minorenni veronesi

Anche sui cellulari per gli adolescenti il rischio di navigare in siti hard
Anche sui cellulari per gli adolescenti il rischio di navigare in siti hard

Allerta sexting tra i minorenni veronesi. Le scuole sono chiuse ma con le temperature sempre più calde crescono le segnalazioni per le conseguenze incontrollabili di foto o video in pose o comportamenti sessuali scattate, condivise a cuor leggero magari in chat private e poi diffuse da altri su larga scala, a scopo ricattatorio o denigratorio.

Al Punto Ascolto Disagio scolastico bullismo e cyberbullismo quest’anno i casi tra Verona e provincia hanno superato la quarantina, in incremento rispetto al 2016.

Magari tutto inizia per gioco, tra una giovanissima coppia che desidera condividere via chat privata immagini “forti” che in caso di rottura vengono usate come arma di vendetta online, diffuse ad amici e a conoscenti.

Le situazioni sono però molto diverse e varie, molti minorenni si postano per auto-esibizionismo volto a catturare like.

«Ogni giorno nascono account o piattaforme a cui i ragazzi si iscrivono non pensando a cosa rischiano e che poi li trascinano in un vortice di esperienze allarmanti», spiega Giuliana Guadagnini psicologa responsabile del Punto Ascolto. «Spesso non viene dato il giusto peso a questi gesti ignorando le pesanti conseguenze che certe azioni virtuali hanno nel mondo reale. Il sexting è infatti il viatico per essere ricattati, diffamati, vivere in uno stato di angoscia ed essere contattabili dai pedofili.

Si perde la privacy, le foto o i video rimangono negli anni avvenire come una etichetta negativa sul proprio profilo pregiudicando spesso opportunità di lavoro o carriera. Se non si dà valore alla propria privacy e alla propria intimità si annulla la propria identità».

Per risolvere non basta cancellare i post: tra screenshot e opportunità di salvataggio sui social il rischio di condivisioni su più ampia scala rimane.

Alla Polizia postale i casi denunciati sono numerosi, riguardano per lo più preadolescenti - dai 12 anni in su le femmine, dai 13 i maschi - alla ricerca di occasioni per mostrare parti del proprio corpo tonico e che scimmiottano le loro icone dal mondo dello spettacolo, influencer o ragazzine su musical.ly per ottenere popolarità sul web.

Gli stessi e le stesse che poi magari vengono attaccate da commenti volgari e denigratori; il rischio diventa esponenziale se si pubblicano dati personali, nomi, cognomi o scuole e ambienti frequentati.

I genitori svolgono un ruolo insostituibile nella prevenzione e nel monitoraggio, in caso di dubbio si può chiedere a puntoascolto@istruzioneverona.it o alla polizia postale. L’invito rivolto alle famiglie è a monitorare i cellulari e le abitudini dei figli, invitandoli a riflettere prima di fotografare e postare.

In generale occorre coltivare il dialogo per evitare che i ragazzi trovino modalità sempre più sofisticate per eludere i controlli e aumentare così il rischio di cadere vittime di sexting o di altre forme di cyberbullismo.

Monica Sommacampagna