Un comunicato dopo gli scontri

Forza Nuova, «Il popolo non si fermerà»: indagati in quattro per istigazione a delinquere

Luca Castellini
Luca Castellini
Luca Castellini
Luca Castellini

I firmatari del comunicato di Forza Nuova, inviato domenica a tutte le testate locali, in cui si afferma che «il popolo ha alzato la testa» e che «il livello dello scontro non si fermerà», sono indagati dalla Procura di Roma per istigazione a delinquere aggravata dall’utilizzo di strumenti informatici.

I quattro, Giuseppe Provenzale, Davide Cirillo e Stefano Saija e Luca Castellini sono iscritti nel filone che ieri ha portato all’oscuramento del sito web dell’organizzazione di estrema destra. Nel loro confronti i pm contestano l’avere istigato «pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni». Castellini è noto alle cronache giudiziarie e politiche di Verona, la magistratura si è occupata di lui per il reato di  odio razziale dopo le dichiarazioni su Balotelli, per un il saluto romano a una manifestazione, per la famosa festa dell'Hellas "sponsorizzata da Hitler", e altre vicissitudini.

 

IL TESTO INTEGRALE. Il comunicato si intitolava «Altro che Forza Nuova, il popolo ha alzato il livello dello scontro e non si fermerà». Poi il testo partiva sostenendo: «Il regime è in difficoltà, la giornata romana di ieri fa da spartiacque tra vecchio e nuovo, ma media mainstream, questure e partiti del sistema non sono in grado di leggere i fatti, (perché non gli conviene e hanno paura), e danno la croce addosso ad un movimento politico che non rappresenta che una piccolissima componente delle centinaia di migliaia di italiani esasperati, perché minacciati nello stesso diritto elementare al lavoro e alla sopravvivenza, che hanno invaso prima piazza del popolo e poi le strade del centro della Capitale per puntare ai palazzi dell’odiato potere. Vecchi metodi che non hanno più alcun effetto, gli italiani sono uniti e determinati come non mai».

Lo scritto dei quattro di Forza Nuova proseguiva: «Dell’antifascismo, e con esso delle vecchie categorie ideologiche del secolo scorso, buone solo a favorire gli interessi del divide et impera, al popolo attaccato con violenza e ferocia inaudite dal regime - e non solo in piazza, come tutti hanno potuto vedere, ma nei diritti fondamentali e naturali – non interessa nulla. Il popolo deve solo difendere con le unghie e con i denti la propria libertà e non è certo arrestando alcuni nostri dirigenti che il sistema impaurito e nervoso potrà fermarlo; nemmeno lo scioglimento di FN potrebbe invertire la rotta di quanto sta avvenendo e avverrà nelle prossime settimane».

E infine incalzava: «La violenza viene dal potere, il popolo si difende perché ha il dovere di resistere. Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato l’attuazione accelerata del Great Reset, ora la musica è cambiata e il direttore d’orchestra e compositore è solo il popolo in lotta - costretto a difendersi dalla ferocia unanime di chi dovrebbe rappresentarlo, l’attacco alla CGIL rientra perfettamente in questo quadro analitico - che ha deciso di alzare il livello dello scontro. Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi. Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Pirillo, Stefano Saija»

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