Fondazione Arena, sindacati prendono tempo

La manager Francesca Tartarotti
La manager Francesca Tartarotti
La manager Francesca Tartarotti
La manager Francesca Tartarotti

I rappresentanti dei lavoratori della Fondazione Arena prendono tempo.

La richiesta lanciata da Francesca Tartarotti, il direttore operativo assunto dall'ex ente lirico per applicare la legge Bray, era chiara: 48 ore di tempo (a partire da giovedì) per cessare l'occupazione in corso ormai da due mesi della sala Fagiuoli, nella sede di via Roma, come precondizione per dare poi avvio alle trattative per il rinnovo del contratto integrativo.

Ieri sera, però, i sindacati non avevano ancora sciolto le riserve.

Dai rappresentanti dei lavoratori non arrivano commenti, perché durante l'ultimo incontro le parti si erano impegnate a rispettare il silenzio stampa.

Quel che è certo è che ieri la discussione tra le sigle di categoria (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials Cisal) sulla posizione da tenere nella trattativa si è protratta fino a tarda sera.

Un percorso in salita, quello che attende tutti i soggetti coinvolti: la Fondazione, che dovrà sottoporsi a una “cura dimagrante” da cinque milioni solo per il personale; i lavoratori, che vedono i loro posti di lavoro messi a rischio; e infine i sindacati, che dovranno cercare di mediare tra gli interessi dei dipendenti e le richieste della Fondazione.

Se l'occupazione non dovesse cessare, la posizione della controparte, cioè la Fondazione Arena, sarebbe chiara: entrerà comunque in vigore il risanamento della fondazione lirica, che punta a risparmi sul costo del lavoro e a tagli di spese.

L'obiettivo è il risanamento dell'ex ente lirico attraverso la legge Bray, di cui sono stati riaperti i termini nell'ambito della legge di Stabilità. La Fondazione, cioé, dovrà concordare con il ministero dei Beni culturali (e in particolare con il nuovo commissario straordinario che andrà a sostituire Pier Francesco Pinelli, che giovedì ha lasciato l'incarico) un piano di rientro con i propri creditori, a cominciare dagli istituti di credito.

In tal modo, anche grazie a un contributo economico dello Stato, si dovrebbe riuscire ad abbattere il debito, che ammonta attualmente a circa 24 milioni di euro.

Per quanto riguarda il personale, l'obiettivo è ridurre le spese per cinque milioni. La legge Bray consente una riduzione al massimo del 50 per cento del personale amministrativo-tecnico, che verrà dichiarato in esubero: ciò corrisponderebbe a un taglio massimo di 65 lavoratori.

Lunedì pomeriggio, proprio per far luce su queste novità, i capigruppo del Consiglio comunale hanno convocato i rappresentanti dei lavoratori.

Oggi, comunque, si attendono ulteriori sviluppi. M.Tr.