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29.05.2020

Fondazione Arena,
lavoratori spettacolo
sul piede di guerra

Lavoratori della Fondazione Arena sul piede di guerra manifestano davanti alla sede di via Roma. Un presidio per chiedere la ripresa delle attività.

 

«Nelle scorse settimane il Comitato Tecnico Scientifico ha indicato al Governo la  possibilità di riprendere gli spettacoli dal vivo (con le opportune precauzioni) e il successivo DPCM ha ufficializzato la ripresa a partire dal 15 giugno», spiegano i lavoratori.

 

«Tutto il mondo dello spettacolo (comprese le Fondazioni Liriche Sinfoniche) ha subito iniziato a confrontarsi con le organizzazioni sindacali per definire i protocolli sanitari e riprendere subito le attività. Fondazione Arena di Verona, invece, ha deciso di intraprendere un’altra strada: vuole congelare qualunque attività e intende collocare in “FIS” (cassa integrazione), per ulteriori 9 settimane tutti i lavoratori. È utile ricordare che questi ultimi sono già stati collocati ininterrottamente in FIS dal 25 marzo, percependo mediamente 900 euro al mese (somma più che dimezzata rispetto ai normali salari)».

 

Per i lavoratori «i vertici aziendali sembrano, da un lato dimenticare che i finanziamenti pubblici servono per sovvenzionare ed organizzare momenti culturali da offrire alla cittadinanza, dall’altro sorvolano sulla responsabilità di gestire efficacemente le problematiche di impatto sociale ed etico». 

 

 

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