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07.07.2019

Filobus, cittadini a difesa degli alberi

Uno dei cartelli appesi dai residenti alla recinzione del cantiere per realizzare il percorso del filobus in via Fra Giocondo, allo Stadio
Uno dei cartelli appesi dai residenti alla recinzione del cantiere per realizzare il percorso del filobus in via Fra Giocondo, allo Stadio

Un servizio di vedetta contro il taglio degli alberi di via Fra Giocondo, allo Stadio, per far posto al capolinea della filovia. Da domani i rappresentanti del comitato spontaneo «No al filobus» e di altre associazioni ambientaliste scenderanno in strada per vigilare che l'Amt (stazione appaltatrice dell'opera) non decida di procedere con l'abbattimento delle piante sullo spartitraffico, come previsto dal progetto originario. C'è chi annuncia di essere disposto a incatenarsi ai fusti, pur di impedirlo. La notizia è circolata all'indomani della seduta-fiume in cui il Consiglio comunale ha approvato la mozione di Anna Grassi, capogruppo della Lega, che chiede di verificare la possibilità di spostare il capolinea del filobus dall'altra parte del marciapiede per non sacrificare gli alberi. Si tratta di 21 piante fra pini marittimi e cedri del Libano, alcune delle quali malandate e da rimuovere a prescindere dal passaggio della filovia. Ma l'Amt non sembra intenzionata a fare dietrofront, sebbene abbia annunciato che le piante eliminate verranno sostituite. Perciò i cittadini, che in settimana avevano già protestato con striscioni e slogan, hanno deciso di scongiurare lo sradicamento monitorando la zona personalmente, a turno. L'appello è partito su Facebook, dalla pagina No al filobus - Verona. «Non è detto che Amt recepisca la richiesta di bloccare il taglio degli alberi al quartiere Stadio», si legge. «Pertanto, a partire da lunedì, saremo di vedetta e avviseremo nell'eventualità che ciò accada». Lo conferma Mario Segato, uno dei portavoce del comitato. «Alcuni membri del nostro gruppo e altre persone molto attente alla questione ambientalista rimarranno di vedetta. Vedremo quello che succederà», spiega. «Davanti a una mozione approvata all'unanimità che chiede di verificare soluzioni alternative, speriamo che l'Amt si prenda un po’ di tempo per ragionare sul da farsi. In caso contrario siamo pronti ad avvisare immediatamente l'Amministrazione comunale, il Wwf e la Lipu. E se fosse necessario, anche i Carabinieri. La legge impedisce di eseguire tagli sconsiderati o altri interventi invasivi durante la stagione della nidificazione», cioè da marzo ad agosto. Contro il filobus ci si sta mobilitando un po' dappertutto, in città. Ieri mattina è andata in scena una protesta in via Pisano, altro imbuto al tracciato della filovia, dove spariranno cento stalli di sosta e verrà introdotta una Ztl negli orari di punta per favorire il transito veloce dei mezzi, che secondo i piani passeranno da lì in entrambi i sensi di marcia. Per lo sdoppiamento su viale Spolverini promesso dall'Amt serve una variante che dev'essere approvata dal Cipe, il comitato interministeriale che sovrintende i finanziamenti dell'opera. Ma dell'iter non si sa più nulla e in Borgo Venezia «ci sentiamo presi in giro», sottolinea Claudio Rubagotti, referente dell'associazione dei commercianti di via Pisano. «Più volte», spiega, «il presidente dell'Amt Francesco Barini ci ha confermato che la richiesta di variante era già partita per Roma. Poi si è scoperto che non è così. Chiediamo di sapere quale sarà il nostro futuro. C'è un numero a cui telefonare per avere informazioni sui lavori, ma l'operatore dice di mandare le richieste via mail». Per sollecitare chiarezza, in Borgo Venezia sono già state raccolte oltre duemila firme. •

Laura Perina
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