Operazione dei carabinieri

Fermato in Zai:
nascoste nell'auto
pinze e barre

Deferito un romeno: aveva sulla spalle numerose sanzioni e misure preventive
Pinze e barre in ferro trovate dai carabinieri
Pinze e barre in ferro trovate dai carabinieri

Un lungo elenco di sanzioni e misure preventive che ha insospettito i carabinieri i quali, attraverso una ispezione, hanno scoperto una serie di oggetti pericolosi, come pinze a pappagallo e barrette di ferro. E' successo ieri nel tardo pomeriggio, in via Tanaro: una pattuglia della sezione radiomobile dei carabinieri di Verona, sulla quella strada per dei controlli, ha fermato una Alfa 149 a bordo della quale c’erano due romeni di 39 e 26 anni.

 

Erano fermi e questo ha spinto i militari a far loro qualche domanda. Uno dei due, il conducente e proprietario del veicolo, risultava avere ben tre rintracci emessi: uno dalla questura di Mantova lo scorso aprile per la notifica di un foglio di via e divieto di ritorno nel comune di Castelbelforte della durata di tre anni, un altro dalla stazione carabinieri di Vigasio, sempre in aprile, per la notifica di un verbale Covid 19, e un terzo emesso dai carabinieri di San Giovanni Lupatoto ancora una volta per la notifica di un verbale Covid 19, risalente a marzo scorso. Ma quello che ha più insospettito i militari, oltre a queste sanzioni e misure preventive, sono stati i numerosi precedenti di polizia a lui attribuiti, tra cui il possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, e per reati contro il patrimonio.

 

A quel punto, i carabinieri hanno perquisito sia l’uomo che il suo veicolo, trovando all’interno dell’autovettura una pinza a pappagallo in ferro di 24 centimetri, nascosta in una tasca porta oggetti dell’auto, e quattro barrette in ferro piegate in più punti, che si trovavano sotto alcuni abiti poggiati sui sedili posteriori. I militari della sezione radiomobile hanno così proceduto a deferire in stato di libertà il proprietario dell’auto.