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07.12.2019

Falsi tecnici in casa Donna truffata per 250mila euro

Via Zamboni, in Borgo Venezia, dove si è consumata la truffa FOTO MARCHIORIUn’anziana si rivolge ad una poliziotta
Via Zamboni, in Borgo Venezia, dove si è consumata la truffa FOTO MARCHIORIUn’anziana si rivolge ad una poliziotta

«C’è una fuga di gas. Metta l’oro in frigorifero, altrimenti si scioglie. Riparo la perdita e sistemo tutto: lei stia tranquilla, ma sappia che ha rischiato grosso». Ci ha creduto e la truffa milionaria è andata in scena senza alcun problema. Risultato: un brillante da 10 carati e tutti i gioielli di una vita tolti da sotto al naso ad una signora sessantasettenne caduta nella trappola di due professionisti del raggiro. Valore del bottino: tra 200 e 250mila euro. E’ successo giovedì alle 14.45 in via Zamboni, una tranquilla via residenziale ai piedi delle Torricelle, quelle che scendono ad est della città, verso Porta Vescovo. Lì, il «colpo dell’anno» è perfettamente riuscito, tanto che la vittima non ha avuto dubbi ed ha fatto tutto quello che le è stato chiesto. Un finto-tecnico del gas ha suonato al campanello mostrando un finto-tesserino di riconoscimento. Ha spiegato alla proprietaria di casa che in zona c’era stata una importante perdita di gas e che la società stava provvedendo a svolgere controlli a domicilio per la sicurezza dei cittadini. «C’è il rischio reale di esplosioni, meglio verificare», ha spiegato alla donna il finto-operatore e lei lo ha fatto entrare. Lo ha accompagnato in cucina e lui, per condire di ulteriori dettagli la messa in scena, le ha fatto aprire il rubinetto del lavello, «così l’acqua scorre e appuriamo che non ci siano state infiltrazioni anche nell’acquedotto». Dopodichè, è scattata la fase più delicata dell’imbroglio che, per quanto possa sembrare assurda, continua a fare proseliti. L’addetto del gas ha chiesto alla signora se avesse gioielli in giro per le stanze. «La prego, li raccolga e li metta tutti insieme in frigorifero perchè altrimenti, a contato con il metano, rischiano di sciogliersi». La sessantasettenne è corsa a prendere il suo tesoretto custodito in cassaforte e l’ha messo al sicuro tra il formaggio e la verdura: lì, soprattutto il suo prezioso solitario non sarebbe stato aggredito dal gas. A questo punto suonano di nuovo al campanello. Si presenta un finto-agente della polizia locale, con la tipica targhetta sul giubbino: «Sono venuto a vedere come sta andando il controllo, stia tranquilla, lavoriamo in rete», come dire «con la brutta gente che c’è in giro...». A questo punto la signora pensa sia meglio fare verifiche anche nell’appartamento al piano di sopra dove vive la madre. Chiede ai mariuoli di aspettarla sul pianerottolo e va a fare la stessa operazione dai genitori: apre il rubinetto dell’acqua in cucina, è tutto ok. Quando torna di sotto, i due malfattori, gentilissimi, si offrono di fare un’ultima ispezione nelle stanze: aprono tutte le finestre per arieggiare; mentre uno va in sala, l’altro torna in cucina, prende il sacchetto pieno d’oro dal frigo e poi: «Signora, è tutto a posto, abbiamo fatto un ottimo lavoro... arrivederci». La signora torna in cucina per riprendere i preziosi e lì capisce tutto. Sì, avevano fatto un ottimo lavoro. •

Camilla Ferro
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