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07.01.2020 Tags: San Michele Extra

Epifania al freddo per 500 persone

In cucina con il giubbotto a Fondo Frugose: riscaldamento in panne da tre giorni FOTO MARCHIORI
In cucina con il giubbotto a Fondo Frugose: riscaldamento in panne da tre giorni FOTO MARCHIORI

Circa 500 persone, tutte appartenenti alle forze dell’ordine sono al freddo. Le famiglie assegnatarie di alloggi in edilizia sovvenzionata ed agevolata di Fondo Frugose, a San Michele, gestiti da Ater sono rimaste al gelo, senza acqua calda e riscaldamento. La causa è attribuita alla bruciatura contemporanea di due pompe della caldaia comune che non si possono né riparare né sostituire poiché non sono più in commercio. Come da manuale, il guasto è avvenuto nei giorni che per ora sono i più freddi dell’anno e in un periodo di ferie per gran parte delle aziende. La ditta che gestisce il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria, la Siram, è prontamente intervenuta, ma purtroppo sembra che almeno fino a oggi la situazione non cambierà, eccezion fatta per l’acqua calda che, grazie ad un “by pass” creato dal tecnico, ha ripreso a scorrere dai rubinetti a sufficienza. LA RABBIA. «Quello che è accaduto è cronaca già annunciata, avevamo preventivato tutto, ci mancava solo la data, che ora, ahimè, possiamo annotare», dice Luca Rosi, segretario provinciale organizzativo del Siap (sindacato italiano appartenenti polizia), che in questi giorni, si è avvelenato le vacanze telefonando a tutti per chiedere aiuto. «Da anni la caldaia funziona a singhiozzo, i pezzi di ricambio non ci sono più, spesso si guasta soprattutto nei week end, momento di maggior uso. Gli appelli di noi residenti sono sempre stati inascoltati». Il Siap si è subito attivato, contattando ed informando il funzionario reperibile della prefettura, i vigili del fuoco, l’assessore alla sicurezza Daniele Polato, il direttore di Ater Luca Mozzini, ed altri preposti Ater, trovando solidarietà. «Il direttore Mozzini si è subito mostrato sensibile alla gravissima problematica attivando immediatamente chiunque poteva potenzialmente fare qualcosa, con la promessa di un incontro in prefettura affinché quanto gravemente accaduto, in primo luogo non si ripeta più. E che si abbia la garanzia che ogni ente faccia al meglio la sua parte per la tutela della salute dei poliziotti residenti a Fondo Frugose, e delle loro famiglie. «Difficile comprendere come sia stato possibile che contestualmente si siano guastate la pompa primaria e la secondaria. Ma è avvenuto», spiega il direttore Mozzini, «ho chiesto alla ditta di verificare se altri loro clienti abbiano una pompa di riserva, di cercare in tutti i modi di risolvere il problema, ma per ora, purtroppo si è riusciti soltanto a fare arrivare l’acqua, anche se non caldissima». E considerando che quelle pompe in commercio non ci sono più, l’ipotesi è che debba essere sostituto l’impianto. Ora speriamo che i dipendenti statali non si ammalino. LA COINCIDENZA. Quando si dice la casualità: il 5 dicembre 2018, i capiscala avevano inviato una mail alla ditta che fa la manutenzione del riscaldamento, evidenziando che a pochi giorni dall’accensione c’erano stati dei disguidi. Una lettera che letta con gli occhi di oggi suona molto più che come una premonizione. •

Alessandra Vaccari
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