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19.08.2019

Dove abiti
a Verona?
In via Elvis Presley

Elvis Presley
Elvis Presley

«Mi scusi, dove abita?». «In via Elvis Presley». L’idea fa sorridere? Eppure potrebbe essere realtà, perché tra le 34 proposte di intitolazione di vie e piazze arrivate alla Commissione toponomastica, in Comune a Verona, c’è proprio quella di dedicare una strada a «The King», Elvis, il re del rock and roll. La richiesta è del «Grazie Elvis, fan club», presieduto dalla veronese Barbara Micheletti.

 

«Verona ha ospitato in Arena Festivalbar e molti concerti di artisti internazionali», spiega la proponente. «Presley è detto il Re del rock e ci pare una buona idea intitolargli una via a Verona. È la città giusta». Il fan club, tramite il suo sito internet, lavora - pubblicando interviste, foto e aneddoti - affinché la memoria di Presley e la sua straordinaria eredità musicale siano conosciute a tutti. Da qui l’idea della strada che, se può sembrare bizzarra, tuttavia non è inedita. C’è una via Elvis Presley a Triggiano, nel Barese, tra le vie Carlo Levi, Cesare Battisti, e Zaccagnini, Spadolini e Terracini! Anche Parma ne ha una, nel quartiere «musicale», però, tra le vie Luis Armstrong e De Andrè.

 

Anche a Verona è arrivata la proposta per una via all’autore di Marinella. È del consigliere di minoranza Federico Benini (Pd) che ha pure chiesto una via per Rino Gaetano, in occasione, nel 2020, dei 70 anni dalla nascita del cantautore morto nel 1981. «È un caso unico nel panorama musicale italiano, irriverente verso le mode e le tendenze; la sua “Il cielo è sempre più blu” è un inno nazionale», spiega Benini che ha chiesto anche via Giorgio Gaber: «Nel quartiere dello stadio, con le nuove costruzioni, si potrebbe inserirla tra le vie già dedicate agli autori: Gaber è stato autore di teatro». Ma Benini ha frugato anche nelle memorie politiche proponendo una via a Nilde Iotti, prima presidente donna della Camera nel 1979, e al compagno di partito e di vita, Palmiro Togliatti (Pci). Aveva chiesto anche via Berlinguer e Che Guevara, che per ora non sono in elenco.

 

Sempre tra i personaggi politici, è già nota la proposta del presidente del consiglio Ciro Maschio (FdI) di una via a Giorgio Almirante (Msi) che ha fatto discutere. Restando nei ranghi della destra, il consigliere Andrea Bacciga propone il filosofo Julius Evola, dai controversi rapporti con fascismo e nazismo. Per il partito liberale c’è chi chiede via Giovanni Malagodi. In rottura con le proposte «vip», il consigliere Mauro Bonato (Verona pulita) è andato su tre volti veronesi. Sono tre religiosi: padre Emilio Recchia, giusto tra le nazioni per aver salvato degli ebrei; monsignor Pio Vidi, missionario tra i cristiani perseguitati nella rivolta dei Boxer in Cina; Maria Pia Gullini, fondatrice della comunità monastica trappista e promotrice dell’ecumenismo. Restando ai veronesi c’è chi ha pensato all’indimenticabile meteorologo podista Emilio Bellavite, «Se non piove fa bello!», ricordate? E chi al protagonista della Resistenza Berto Perotti.

 

E poi ci sono le iniziative in fieri. Il presidente della commissione, l’assessore Daniele Polato, con la collega alla cultura Francesca Briani, sta lavorando per ricordare Giovanni Zenatello, tenore veronese e impresario teatrale di fama internazionale. Lucia Cametti, della commissione, preparerà una proposta per don Aleardo Rodella. E di certo ne arriveranno altre. Le possono avanzare cittadini, ordini professionali, associazioni che producono una documentazione sulla figura che vogliono ricordare e la motivazione: «Le prendiamo in considerazione tutte, poi verifichiamo se ci sono i requisiti (ad esempio, la figura storica deve essere morta da 10 anni, ndr). La linea guida ribadisce che siano soggetti che abbiano una vicinanza a Verona e abbiano contribuito a darvi lustro. È un modo per tributare loro la nostra riconoscenza», spiega Polato. «La commissione quest’anno ha due componenti in più referenti dell’università». Sono i professori Gian Paolo Marchi e Andrea Brugnoli. Con loro l’architetto Emanuele Bugli e l’ex consigliera comunale Lucia Cametti (maggioranza), il dipendente ministeriale Giuseppe Galloro (minoranza) e l’avvocato Alessandra Bontempo.

 

LE PRIME DECISIONI A SETTEMBRE. Divi della musica a parte, la commissione toponomastica, a metà settembre, vaglierà le prime 13 proposte delle 34 arrivate che riguardano tutte personaggi veronesi legati alla città, fatta l’eccezione del filosofo Evola. La consigliera Daniela Drudi ha rispolverato una proposta di dieci anni fa sull’avvocato Luigi Selmo. Nel 2009 l’allora consigliera Lucia Cametti aveva proposto di intitolare gli ospedali civili di Borgo Trento a Selmo, assessore di Verona dal 1956 al 1958 (Dc, giunta Giorgio Zanotto) e presidente innovatore degli Istituti ospitalieri dal 1957 al 1962. La mozione fu votata all’unanimità dal consiglio, ma è rimasta lettera morta. L’ultima parola spetterà all’Ulss 9. L’iniziativa di intitolazione ritorna ora nell’anno del 50° anniversario della morte di Selmo avvenuta il 14 agosto 1969. Sempre Drudi chiede sia intitolato il Suem 118 al dottor Giuseppe Castellarin fondatore della centrale unica per le emergenze e direttore sanitario del policlinico di Borgo Roma. L’esule Nidia Cernecchia propone di rifare la targa all’Università, in ricordo degli esuli istriani, giuliani e dalmati che trovarono nel chiostro di San Francesco il primo campo profughi. Una targa è richiesta anche da Rebecca Olivieri in memoria del padre, l’architetto Rinaldo Olivieri (1931-1999), papà della stella in Bra e del teatro Camploy. Elisa Dalle Pezze, della Seconda circoscrizione, veicola la richiesta di installare in piazza a Quinzano una targa per l’Aido locale che compie 40 anni. In Quarta, il presidente Carlo Badalini propone di intitolare la sala civica ad Alberto Benato, morto nel 2008 a 17 anni investito da un’auto pirata in stradone Santa Lucia. C’è poi il capitolo delle strade. L’associazione culturale «Archivio Piero Gazzola» chiede di dedicare una via o una piazza al soprintendente ai beni culturali (1908-1979) promotore, tra i tanti progetti, della ricostruzione «com’erano e dov’erano» di ponte Pietra e del ponte di Castelvecchio e autore di un primo piano di spostamento del tempio di Abu Simbel. Il consiglio comunale del 2017 ha chiesto una via per il fotografo prematuramente scomparso, Mauro Fiorese. E ancora, chiedono una via l’associazione amici di monsignor Luigi Bosio (1909-1994), per il venerabile sulla via della canonizzazione; Vito Comencini per don Aldo Vilio parroco del Basson; le donne della Fidapa per Livia Samaestri Ricci, fondatrice della sezione Fidapa di Verona Est. Infine Francesco Vecchiato chiede un’area da intitolare al padre, il professor Lanfranco Vecchiato, fondatore del Certamen catullianum nel 1967 e promotore dell’apertura dell’università a Verona, morto nel 1999. Nelle prossime sedute, invece, tra i nomi in elenco ci saranno anche Armando Poli, Matteo Pozzato, Enrico De Mori, Luigi De Grazi, Maria Luisa Prandi, Aldo Bozzi, Alfredo Covelli e Aldo Pinelli. M.V.A.

Maria Vittoria Adami
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