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22.05.2018

Docente veronese
«prigioniero»
in Nuova Guinea

Il professore Albert  Schram, trattenuto ora in Papua Nuova Guinea
Il professore Albert Schram, trattenuto ora in Papua Nuova Guinea

Arrestato e poi rilasciato su cauzione. Passaporto sequestrato, impossibilitato a lasciare la Papua Nuova Guinea, stato indipendente dell’Oceania, parte del Commonwealth, retto da una monarchia parlamentare. Albert Ernst Giovanni Schram, ormai ex vice rettore della Unitech (University of Techonology), nazionalità olandese, madre veronese, Laura Pighi, figlia dell’accademico latinista Giovanni Battista, residenza a Negrar è bloccato in casa, con la moglie, in attesa di un giudizio che, nelle prossime ore, dovrebbe dirimere una vicenda dai contorni quantomeno fumosi.

 

L’accusa ufficiale è di avere prodotto un falso dottorato di ricerca con tesi all’Università Europea di Firenze, all’atto dell’assunzione. Trattazione che però è agevolmente reperibile e disponibile sul sito dell’ateneo. «Sono piuttosto preoccupato. La situazione in Papua Nuova Guinea non è evidentemente conforme a standard europei come non lo è il concetto di legalità», confida Sergio Noto, docente di Storia economica all’ateneo scaligero. «Temo che Albert, nella sua attività di gestione e revisione didattica, abbia “pestato i piedi“ a qualche persona sbagliata, in un Paese in cui gli equilibri tribali contano ancora più della forma istituzionale». «Io e lui abbiamo avuto contatti, e per quanto possibile li manteniamo», prosegue, «soprattutto ai tempi della sua tesi, interessantissima, dedicata all’impatto dello sviluppo ferroviario sull’economia del Nord Italia».  • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Mozzo
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