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05.11.2019

«Difendere Verona»
Due mozioni
distinte in Consiglio

Ferrari (Traguardi) e Bacciga (Battiti)
Ferrari (Traguardi) e Bacciga (Battiti)

Il caso Balotelli approda in Consiglio comunale dove ieri, dopo l'eco nazionale dei fatti avvenuti allo Stadio Bentegodi durante la partita Verona-Brescia, sono state depositate due diverse mozioni.

 

La prima, di Andrea Bacciga (Battiti) chiede al Comune di Verona deve adire le vie legali nei confronti di Mario Balotelli e di chi ha diffamato Verona. Gli altri firmatari sono i leghisti Alberto Zelger, Paolo Rossi e Anna Grassi. Il testo recita: «Nessuno allo stadio durante Brescia- Verona udiva ululati: né il pubblico, né la panchina del Brescia, né i giornalisti a bordo campo - è scritto nella mozione -. Iniziava subito una campagna mediatica contro la città sia da politici, vedi nota del Pd, sia da giornalisti che, seppur non presenti, non hanno perso l’ occasione di gettare fango sulla città». Considerato che «non è accettabile che Verona sia messa sul banco degli imputati quando non è successo nulla», i consiglieri impegnano «il sindaco e gli uffici legali del Comune a diffidare e/o adire le vie giudiziali nei confronti del calciatore e di tutti coloro che attaccano Verona diffamandola ingiustamente».

 

L'altra mozione volta a «tutelare l’immagine di Verona», la propone il consigliere comunale di minoranza e leader di Traguardi Verona, Tommaso Ferrari. «Gli episodi di intolleranza legati all’ambiente di alcuni tifosi dell’Hellas - viene spiegato nella mozione - sono stati innumerevoli nel corso della sua storia e passati agli onori della cronaca ledendo l’immagine di una intera collettività sportiva e cittadina». «Verona non merita di dover subire l’etichetta di città intollerante e razzista a causa di una sparuta ma rumorosa minoranza della sua tifoseria». «Con la mozione chiediamo a sindaco e giunta di promuovere azioni legali contro episodi che nulla hanno a che vedere con lo sport e che macchiano irrimediabilmente l’immagine di una Verona che punta ad essere, e deve essere, faro di una città multiculturale e accogliente», aggiunge Ferrari. «Se qualcuno parla di complotto contro i veronesi, noi, restando con i piedi per terra, esortiamo l’amministrazione a fermare con azioni dal profilo legale i veri autori di questa campagna di diffamazione, coloro - conclude il documento - che usano i colori della città per esprimere messaggi di odio e di intolleranza».

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