Vaccini e professioni mediche

Dentisti No vax, a Verona 13 già sospesi dalla professione. «Andrebbero radiati»

All’opera in studio. Un odontoiatra bardato con l’equipaggiamento contro il Coronavirus
All’opera in studio. Un odontoiatra bardato con l’equipaggiamento contro il Coronavirus
All’opera in studio. Un odontoiatra bardato con l’equipaggiamento contro il Coronavirus
All’opera in studio. Un odontoiatra bardato con l’equipaggiamento contro il Coronavirus

Chi lavora a contatto con i pazienti, deve essere vaccinato contro il Covid. Chi non lo è, viene sospeso e potrà di nuovo esercitare solo quando si «metterà in regola». La regola è il vaccino. «L’obbligo vaccinale per tutti gli operatori sanitari è imposto dalla legge e non c’è possibilità di scelta», ricorda la presidente della Commissione odontoiatri di Verona Elena Boscagin, «noi dentisti, come i medici, gli infermieri e gli altri professionisti della sanità, non possiamo essere no-vax. Chi lo è, forse ha sbagliato mestiere».

Qualcuno a Verona nella lista dei ribelli c’è finito: «Tra città e provincia siamo 1.200 dentisti e di questi 13 sono già stati sospesi fino al 31 dicembre, termine dello stato di emergenza fissato dal Governo. I colleghi contrari al vaccino non possono lavorare, è il minimo che possa loro accadere, a tutela della salute dei cittadini».

Più duro ancora il presidente nazionale Raffaele Iandolo, ieri a Verona per la riunione della commissione Albo Odontoiatri Nazionale, che rappresenta oltre 60mila iscritti: «La categoria è da sempre a favore dell’obbligo vaccinale, anche prima del Covid», ha spiegato, «chi non la pensa così, proprio perché ha giurato di curare le persone, farebbe bene a prendere atto di aver sbagliato professione e dovrebbe trovarsene un’altra. Io sarei per la radiazione dei non-vaccinati».

Di più: «I no vax sono integralisti, fermi sulle loro posizioni: appena ci vengono segnalati dall’Ulss li sospendiamo, non c’è alternativa. Sono un pericolo per i pazienti, oltre che per loro stessi. Vedremo come andrà a finire». La portavoce veronese Boscagin non ha dubbi: «Per fortuna quasi tutti i colleghi hanno aderito alla campagna vaccinale, a parte appunto i 13 che sono già sotto procedimento. Per tutti gli altri è in arrivo la terza dose, il “booster“: la settimana prossima dovremmo iniziare a riceverla, attendiamo a ore la comunicazione dell’Ulss. E’ uno strumento che rende maggiormente sicuri i nostri studi, aumentando la copertura contro il virus sia di noi operatori che di tutti coloro che si affidano a noi. Ripeto, il vaccino è sicuro, è l’unica arma che la scienza ci ha messo a disposizione per uscire dalla pandemia».

I tredici odontoiatri contrari all’antidoto non stanno lavorando, i controlli sono affidati ai Nas: «Sarebbe una bellissima notizia se capissero l’importanza di vaccinarsi, anche per il ruolo che ricoprono, ma credo purtroppo che siano fortemente fermi sulle loro posizioni». L’occasione della riunione di ieri a Verona, oltre che per fare il punto sul tema caldo delle vaccinazioni, «è per dare merito», ha spiegato il presidente Iandolo, «alla presidente scaligera Boscagin di essere per la prima volta nella commissione nazionale. In più, all’ordine del giorno c’è la discussione sulle Società tra professionisti, uno strumento fondamentale per dare garanzie di continuità nelle cure e di rispetto dell'etica professionale».

Camilla Ferro