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21.07.2019

Demanio, nella lista di immobili in vendita

L’edificio oggi diroccato dove venivano imprigionati gli ebrei in attesa di essere trasferiti nei lager. Oggi fa parte dei beni demaniali che sono messi in venditaLa Torre Massimiliana sulle TorricelleL’ex casa canonica di Avesa, poco distante dalla chiesa FOTO MARCHIORI
L’edificio oggi diroccato dove venivano imprigionati gli ebrei in attesa di essere trasferiti nei lager. Oggi fa parte dei beni demaniali che sono messi in venditaLa Torre Massimiliana sulle TorricelleL’ex casa canonica di Avesa, poco distante dalla chiesa FOTO MARCHIORI

Lo Stato ha bisogno di soldi e vende forti, ex caserme, palazzi, terreni, appartamenti, case cantoniere. E anche Verona è interessata da questo maxipiano straordinario di dismissioni di immobili pubblici per il biennio 2019/2021, previsto dalla legge di bilancio 2019, che sarà attuato dall’Agenzia del Demanio. E tra gli otto beni veronesi in vendita all’asta c’è anche un casolare ormai diroccato, La Colombara, nella campagna tra Ponte Florio, Montorio e San Michele, che nel corso della Seconda guerra mondiale fu utilizzato da ufficiali e come campo di concentramento di ebrei rastrellati a Roma e destinati poi ai lager nazisti. Come informa una nota del ministero dell’Economia e Finanze, gli immobili ricompresi nel piano di cessione hanno un valore stimato di circa 1,2 miliardi, «nell’obiettivo di conseguire introiti per 950 milioni nel 2019 e per 150 milioni nel 2020 e nel 2021». Otto i beni nel Veronese in questa prima tranche di cessioni di 90 immobili, di cui tre in città. A Verona sono la Quarta Torre Massimiliana, sulle Torricelle, l’ex casa canonica di Avesa e appunto l’ex palazzina ex militare Dat (Difesa area territoriale) “La Colombara”. Cinque quelli nel territorio provinciale. Il forte Ceraino, in Comune di Dolcè, un terreno alveo nell’ex fossa Turella, a Nogara, quindi due immobili in Comune di Peschiera del Garda: un terreno facente parte del compendio denominato “Caserma Marina” e l’ex cantiere Draga. In Comune di Villafranca, inoltre, un appartamento nella frazione di Dossobuono, in via Valle (anche altro articolo). In città nell’ambito di questo piano i riflettori sono puntati però sul casolare, ormai fatiscente, vicino a corte Colombare, che venne utilizzato come centro di raccolta di ebrei, nel 1944. «È un edificio semidiroccato, al quale si accede da via del Vegron, che come Associazione montorioveronese.it avevamo chiesto di ottenere gratis dal Demanio, impegnandoci a ristrutturarlo e a tenerlo in ordine per farne un luogo della memoria della Shoah, visitabile. Visto che fu un campo di concentramento di ebrei», dice Roberto Rubele, autore con Cristian Albrigi e Gabriele Alloro del libro dal titolo 26 Aprile 1945. Una lunga scia di sangue tra Montorio, Ferrazze e San Martino Buon Albergo, con notizie e testimonianze riferite alla Colombara. Nel volume tra l’altro si cita che furono una sessantina gli ebrei, fatti prigionieri a Roma agli inizi del febbraio 1944, rinchiusi nel casolare vicino a Montorio e destinati, l’8 febbraio, nel lager di Auschwitz. E ora si vedrà chi sarà interessato a questo luogo della memoria della Shoah. Un altro edificio di pregio è la Quarta Torre Massimiliana, sul crinale di Santa Giuliana, in collina, una appunto delle quattro «torricelle» fatte costruire dagli austriaci nel 1837. Lo Stato vende. E il mercato incrocia la storia. E la memoria della Shoah. •

Enrico Giardini
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