Impianti anche a Verona

Contrabbando
di carburante,
dodici arresti

Guardia di finanza
Guardia di finanza

Aveva impianti anche nel Veronese la banda sgominata dalla guardia di finanza nell’indagine realizzata in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e coordinata dalla procura di Pisa, che ha scoperto una maxi frode nel settore del contrabbando di carburanti. Ecco i numeri dell’operazione: dodici ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari, altre 8 misure personali tra obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria più il sequestro di tre società, 20 conti correnti, 103 veicoli tra auto, rimorchi, cisterne e moto per un valore di 14 milioni di euro.

 

In nove mesi di indagini la procura ha accertato un’evasione dell’accisa pari a circa 6,5 milioni di euro. “Al danno erariale già accertato”, ha spiegato il procuratore di Pisa, Alessandro Crini, “si deve aggiungere l’ulteriore mancato introito per lo Stato dovuto alla mancata corresponsione dell’Iva, e il pericolo potenziale per l’ambiente e i mezzi di trasporto che sono stati riforniti con un prodotto illegale”. La banda, hanno concluso gli inquirenti, “era talmente ben organizzata che dopo il lockdown ha incrementato sensibilmente i traffici illeciti di prodotti da destinare ad autotrazione, sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto commercializzato e la libera circolazione dei beni di prima necessità, tra i quali anche i carburanti.

 

Strutturata in modo piramidale, commercializzava prodotti oleosi manipolati per venderli come gasolio per autotrazione e dunque eludere le accise sui carburanti. Il capo sarebbe un campano della provincia di Caserta arrestato stamani nella sua villa di Volla (Napoli), sequestrata. “Mica vendo le mozzarelle, faccio il contrabbandiere”, ha detto in una frase intercettata dagli inquirenti.

La posta della Olga