A fine marzo in Gran Guardia

Congresso famiglie,
Verona al centro
dello scontro politico

A fine marzo in Gran Guardia
A Verona il Congresso mondiale delle famiglie
A Verona il Congresso mondiale delle famiglie
A Verona il Congresso mondiale delle famiglie
A Verona il Congresso mondiale delle famiglie

Verona finisce al centro dello scontro politico sul «Congresso mondiale delle famiglie» in programma in Gran Guardia dal 29 al 31 marzo promosso da Iof (International Organization for the Family). 

 

 «La Presidenza del Consiglio non ha mai ricevuto nessuna richiesta di patrocinio per il "World congress of families", in programma a fine marzo a Verona, né quindi ha potuto mai concederlo». È questa la nota di palazzo Chigi in cui si precisa che  «si tratta di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio».  In realtà sul sito dell'evento (wcfverona.org) campeggiano i tre stemmi dei principali patrocinatori: Presidenza del Consiglio dei Ministri/Il ministro per la Famiglia e la Disibilità, il Comune di Verona e la Provincia di Verona.  

 

IL CONGRESSO. Gli organizzatori sostengono che si tratti di «un evento pubblico internazionale di grande portata che ha l’obiettivo di unire e far collaborare leader, organizzazioni e famiglie per affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società». E chiariscono che le tematiche che saranno affrontate durante il congresso saranno:

  • La bellezza del matrimonio
  • I diritti dei bambini
  • Ecologia umana integrale
  • La donna nella storia
  • Crescita e crisi demografica
  • Salute e dignità della donna
  • Tutela giuridica della Vita e della Famiglia
  • Politiche aziendali per la famiglia e la natalità

 

SUPPORTO ISTITUZIONALE.  Sottolineano: «Poiché la famiglia è l’istituzione sociale originaria che getta le fondamenta di una società moralmente responsabile, con il supporto del vice premier Matteo Salvini, del Ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana, del Governatore della Regione Veneto Luca Zaia e del sindaco Federico Sboarina, la città di Verona è orgogliosa di ospitare, dopo Budapest e Chisinau, il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie!». 

 

Sul sito in questione, ricco di dettagli sulla logistica e l'organizzazione della tre giorni di dibattiti e incontri, non sono però citati i nomi dei relatori presenti. Anche alla voce «speakers» la sezione risulta vuota.

 

LE POLEMICHE. «C’è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io!». Lo scrive su Facebook Stefano Buffagni, sottosegretario del M5s, nel prendere le distanze dal World Congress Of families.  Buffagni pubblica un articolo che ricostruisce le posizioni pro life e anti-LGBTQ+ di alcune delle associazioni protagoniste della manifestazione e commenta: «Le famiglie sono il fondamento della nostra società, le donne sono una risorsa inestimabile della nostra società e chi non le vuole lavoratrici vuole tornare al Medioevo. #NotInMyName».

 

«CONVEGNO DI ESTREMISTI». Ieri anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali era intervenuto sull'argomento annunciando una interrogazione in Parlamento. «Il congresso - sottolinea Fratoianni - riunisce diverse sigle e fa capo all’associazione International organization families, in cui confluiscono estremisti di destra (da Forza Nuova ad Alba Dorata ecc), estremisti cattolici, anti-abortisti, anti-divorzisti, anti-femministi, attivisti contro i diritti degli omosessuali. Il World Congress of Families individua come cause del declino della "famiglia tradizionale" - prosegue il leader di SI - il divorzio, l’omosessualità e il lavoro femminile. Cioè le donne devono essere obbligate a stare a casa a fare figli, lavare e stirare, altrimenti si sfasciano le famiglie».

 

CHI SONO I RELATORI? «In questi raduni sono coinvolte persone come Yelena Mizulina, presidente della Duma russa, firmataria di una proposta di legge per la depenalizzazione della violenza domestica. E cioè, se tuo marito o un tuo parente ti picchia in casa o ti fa violenza in casa, non è reato», denuncia Fratoianni. «E dietro questi signori, come spesso accade, ci sono potenti fondazioni miliardarie, oligarchi russi danarosi e generosi, cardinali, correnti religiose integraliste ben disponibili a finanziare eventi e campagne. Uno dei registi di questa ennesima operazione dell’internazionale di estrema destra, è Alexey Komow, russo, presidente dell’associazione culturale Lombardia Russia, da anni molto, molto vicino a Matteo Salvini e al suo cerchio magico». 

 

LE REPLICHE. «State sereni Spadafora e Co, abbiamo tutti i permessi e stiamo seguendo tutte le procedure per fare il più grande "World Congress of families" mai visto, ed è tutto in piena regola»: questo hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidenti di Pro Vita e Generazione Famiglia e organizzatori insieme all’International Organization for the Family del prossimo Congresso Mondiale delle Famiglie, in merito alla presa di distanza espressa da Palazzo Chigi circa il Patrocinio del governo al XIII che - sostengono -«vedrà la partecipazione di esperti, ministri e personalità istituzionali da tutto il mondo».

 

«Per quanto riguarda i timori del sottosegretario del M5s Stefano Buffagni – ha proseguito  Brandi - che evoca il ritorno del Medioevo,  si inventa orrori mai pensati e lo invito caldamente al workshop sulla "Donna nella storia" così forse potrà essere più informato sul grande ruolo che la donna ha avuto nel cosiddetti "secoli bui". Comunque vorremmo tranquillizzarlo che il tema del Congresso è promuovere il ruolo fondamentale della famiglia».