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23.05.2020

Cinque cantieri
ai piedi del Santuario
«E il paesaggio?»

C'è un gran movimento ai piedi del Santuario della Madonna di Lourdes sulle Torricelle. Ruspe, scavatori e martelli pneumatici a pieno ritmo dalla mattina alla sera. Sono i lavori di demolizione, ristrutturazione e ampliamento di edifici già esistenti, tutti cantieri con regolari permessi ma tutti con un notevole impatto sull'ambiente di una collina tutelata dal punto di vista paesaggistico.

 

LA CRITICA. "La tutela del paesaggio", spiega subito Giorgio Massignan di Verona Polis, "oramai esiste solo nelle parole. Nei fatti", sottolinea, "non esiste più. La vecchia legge fatta nel 1939 dall'allora ministro Bottai, la numero 1497", spiega facendo un passo indietro, "quella che tutela il paesaggio, è stata scavalcata. Sino a qualche anno fa le zone vincolate con questa legge erano protette e per potere essere oggetto di intervento edilizio dovevano essere valutate da una commissione provinciale. Commissione tecnica formata da esperti del settore.

Questa poi venne depotenziata con l'allargamento delle commissioni edilizie comunali aggregando dei componenti per i beni ambientali. Componenti che sono però la rappresentazione dei partiti. E di fatto la tutela ambientale è venuta meno perché il guardiano è diventato soggetto alle pressioni politiche. Senza contare", aggiunge, "che poi, nel corso degli anni, si sono aggiunte leggi, leggine, devastante quella sugli annessi rustici e infine il famoso e deleterio piano casa, che ha permesso anche di arrivare a raddoppiare la volumetria".

 

 

I CANTIERI. Questo è il caso dei cantieri ai piedi del Santuario. Sono cinque e tutti di notevoli dimensioni. Due in via dei Colli sulle pendici orientali del Santuario, uno dei quali, quello più a sud, il primo, è oramai terminato. Si tratta della grande villa, notevolmente ampliata, che si vede da Ponte Pietra. L'altro è dell'impresa Lonardi, al numero 20, ed è in pieno svolgimento. Come lo sono gli altri tre sul lato occidentale, in via San Leonardo, la stradina ciotolata che dalla clinica Chierego Perbellini sale verso San Mattia.

Dove c'era una villetta a due piani circondata dagli alberi ora è stato eretto un enorme edifico a tre piani più garage e molte delle piante del parco originale sono state abbattute. A poche centinaia di metri da questo cantiere dello studio Borchia associati, altri due, della Bottoli costruzioni.

 

 

TUTTO REGOLARE. "In via San Leonardo, mi sono informato, è tutto regolare", riprende Massignan. "Considerate le leggi esistenti è una situazione che purtroppo si può ripetere e verificare anche in altre zone particolarmente fragili dal punto di vista ambientale.

Tra l'altro, sottolinea, hanno anche tagliato un sacco di alberi". "La Sovrintendenza? Il suo parere è vincolante solo per i beni storico monumentali, non per il paesaggio dove può solo esprimere un parere".

Marzio Perbellini
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