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20.12.2019

Troppi divieti per
il centro, chiude
la Casa del Rasoio

I coniugi Marini alla Casa del Rasoio (foto Marchiori)
I coniugi Marini alla Casa del Rasoio (foto Marchiori)

Un altro storico tassello del centro chiude i battenti. La vigilia di Natale, per la Casa del Rasoio in via Pellicciai 7, rappresenterà infatti l’ultimo giorno di attività, dopo 43 lunghi anni. Raimondo Marini, il titolare, ha iniziato in realtà a vendere rasoi manuali ed elettrici fin dal ’63, quando, a soli 17 anni, era stato assunto dalla Remington, azienda di Milano al tempo proprietaria del negozio. «Dopo aver svolto il servizio militare mi è stata affidata la gestione del negozio, in cui ho lavorato come dipendente fino al ‘68», dice Marini. «Poi mi è stato chiesto di ereditare l’attività. Ho ottenuto la licenza e ampliato il campo, proponendo anche elettrodomestici». Nel ’71 un grande incendio, dovuto allo scoppio di una bombola del gas, aveva devastato il negozio. «Non mi sono perso d’animo e ho ricominciato da capo, fino al trasferimento, nel ’76, nell’attuale bottega in via Pellicciai.

 

Ma negli ultimi anni è troppo faticoso andare avanti. Il centro si sta svuotando di residenti, accedervi è sempre più complicato e quindi anche gli elettrodomestici da vendere si sono ridotti a quelli sempre più piccoli e facilmente trasportabili a piedi. I negozi specializzati sono ormai troppo penalizzati». Raimondo, che per anni ha lavorato con al suo fianco la moglie Vittorina Castellani, negli ultimi mesi ha fatto due conti, intuendo che con la bottega sta iniziando a rimetterci. «Ormai ho una certa età e probabilmente avrei chiuso a breve, ma le infelici congiunture economiche mi ha fanno optare per abbassare in fretta le saracinesche», confessa. «Tre anni fa ho cambiato il registratore di cassa e ora dovrei modificarlo di nuovo per lo scontrino elettronico. Gli elettrodomestici sono sempre più difficilmente riparabili, nascono per essere destinati alla sostituzione. In più le ultime amministrazioni hanno imposto troppi divieti di sosta e accesso al centro, agevolando soltanto il settore della ristorazione ma non preoccupandosi di farci sopravvivere. Il lavoro è progressivamente calato, insieme al giro di clientela».

 

Per salutare la città, prima di dedicarsi al suo amore per la terra e il lavoro in campagna, Raimondo, con l’aiuto della figlia, ha deciso di allestire nella sua vetrina una piccola mostra di rasoi vintage non in vendita. Pezzi da collezione che resteranno in eredità ai due figli, Stefania ed Andrea.

Chiara Bazzanella
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