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25.01.2020

Ricorso sul Cortile di Giulietta, la soluzione si allontana ancora

Il cortile di Giulietta, gremito di turisti, è in comproprietà con privati e attività commerciali
Il cortile di Giulietta, gremito di turisti, è in comproprietà con privati e attività commerciali

Giulietta deve attendere. Arriva una nuova battuta d’arresto al percorso di ingresso a pagamento al cortile e di gestione della Casa di via Cappello. Un secondo ricorso al Tar, anche questo del proponente Juliet’s Farm, potrebbe scrivere l’ennesimo capitolo della storia infinita che, per l’amministrazione comunale, sembrava in dirittura d’arrivo già a fine 2019. La Juliet’s Farm, di Giampietro Cigolini, già direttore generale di Agsm, e Guido Cuzzolin, ex presidente di Acque Veronesi, ha fatto ricorso contestando al Comune una richiesta di integrazione di documenti ricevuta a dicembre. Il tavolo tecnico che sta vagliando le due proposte di gestione della Casa (il cui Responsabile unico è Francesca Rossi, direttrice dei Civici Musei) ha chiesto documenti a integrazione della proposta depositata, al fotofinish, ai primi di giugno, quando scadevano i termini per presentare le manifestazioni di interesse. Ma come limite temporale ha dato 30 giorni. Troppo pochi, secondo Cigolini. La scadenza era il 17 gennaio e così la società ha fatto ricorso al Tar. «Ci è stato chiesto un nulla osta dei vigili del fuoco che non era previsto né richiesto nell’avviso delle manifestazioni di interesse che chiedeva solo uno studio di fattibilità», spiega Cigolini. «Soprattutto, la richiesta ci è stata avanzata sotto Natale e in un tempo troppo breve per ottenere un documento di quel genere». Oltre al nulla osta si chiedono anche documenti di minor importanza. La Juliet’s Farm ha fatto direttamente ricorso al Tar chiedendo un’integrazione di 75 giorni di tempo. L’udienza potrebbe essere già ai primi di febbraio, secondo l’assessore alla cultura Francesca Briani che ieri ha dato la notizia del nuovo ricorso (nel primo, sempre della Juliet’s Farm, a giugno, si contestavano i tempi della gara). «Il tavolo tecnico, che oltre al Rup è composto da membri degli uffici comunali di Patrimonio, Cultura, Contratti e Avvocatura, ha chiesto un’integrazione di documenti doverosa e opportuna che certifichi la sostenibilità del progetto», spiega Briani. «I ricorsi vanno rispettati, speriamo che il procedimento sia veloce. L’iter è aperto dal 2013 ed è complesso perché riguarda la gestione di un luogo su cui si affacciano pubblico, privato, attività commerciali e alberghiere». Sempre a detta di Briani, alla Mox corporation, invece, altra proponente in lizza, non sarebbe stata chiesta alcuna integrazione: «Ora il tavolo tecnico stava esaminando il progetto della Juliet’s Farm. Il materiale da esaminare è molto. Si vuole solo avere una documentazione dettagliata per valutare alla fine nel migliore dei modi la proposta». Sono due le ipotesi al vaglio del tavolo tecnico. Una è quella della Mox corporation, società dei fratelli Andrea e Carlo Benatti e di Mirco e Alex Martinelli (padre e figlio), già avviata diversi anni fa e modificata più volte in corso d’opera: prevede l’ingresso a pagamento dei turisti alla Casa di Giulietta dalla palazzina ex Armani e uscita dall’attuale accesso, per una convenzione di 12 anni e un introito annuo al Comune di 1,2 milioni. Quella di Cigolini propone il percorso di ingresso e uscita da via Cappello a piazzetta Navona in collaborazione con il Teatro Nuovo, per nove anni di concessione e 1,5 milioni di euro al Comune. Oltre a una collaborazione con Arcadia Earth, azienda di New York che gestisce spettacoli, e con il Teatro Nuovo che metterebbe a disposizione tutto l’anno il foyer e la terrazza, oltre all’uscita in piazzetta Navona. •

Maria Vittoria Adami
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