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24.02.2020

«Opportunità di crescita che in Italia non ci sono»

Manuel Detogni con la famiglia
Manuel Detogni con la famiglia

«Rientrare in Italia? Ogni tanto ci penso. Ma poi mi manca la frenesia che c’è qui a Londra, dove il mondo del lavoro è più veloce ma anche più fluido, più facile». Manuel Detogni ha trentotto anni e da otto vive nella capitale inglese dove oggi ha una società, una compagna (italiana) e una figlia di due anni, Victoria. «E fra pochi giorni giurerò davanti alla Corona per avere anche il passaporto da cittadino inglese», ammette soddisfatto, perché ottenerlo non è facile e bisogna avere parecchie carte in regola. «Nel 2012», ricorda, «l’Italia era in piena crisi, io avevo appena conseguito un master in finanza immobiliare a Milano ma il settore del real estate era completamente bloccato anche a Milano. Ero stato assunto in una grossa società del settore ma mi rendevo conto che non c’erano grandi possibilità di crescita. Londra, allora, aveva già messo la crisi alle spalle, l’economia era frizzante, così ho provato a seguire un amico che qui già lavorava». Per alcuni anni Detogni si è occupato di affitto garantito per alcuni investitori italiani che avevano comprato immobili nella capitale. «Oggi», racconta, «dopo aver affittato per un lungo periodo un intero palazzo nella zona di Covent Garden, e averlo convertito a boutique hotel, lo gestisco con la mia compagna, Nunzia e con i miei collaboratori». Ed è felice, senza alcun timore per la Brexit. «Oltre all’aspetto legato ai rapporti con Bruxelles e con l’Europa», spiega, «c’è altro: questa scelta ha alla base la volontà di ridurre la disoccupazione tra gli inglesi, aumentando il reddito pro capite. Resta solo chi rispetta determinati parametri, chi ha fatto qui carriera o business. Insomma, Londra diventerà molto più selettiva e non sarà facile vivere qui».

F.L.
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