CHIUDI
CHIUDI

24.01.2020

Il Bacanal ricorda Sandokan «Ora assisti alle sfilate celesti»

Una foto di Piero Robbi, Papà del Gnoco, esposta alla mostra FOTO MARCHIORI
Una foto di Piero Robbi, Papà del Gnoco, esposta alla mostra FOTO MARCHIORI

Il soprannome «Sandokan» se l’era guadagnato in gioventù per merito, dicevano gli amici, della sua somiglianza con l’attore Kabir Bedi: il protagonista della celebre serie televisiva sul ciclo salgariano andata in onda negli anni Settanta. Ma nell’ambiente del Bacanal, per oltre quarant’anni, l’appellativo Sandokan non è mai c’entrato nulla con i pirati della Malesia; designava solo lui: Piero Robbi. Sandokan, colonna del Bacanal e amico di tutti, è mancato prematuramente la scorsa estate, a 67 anni, dopo una lunga battaglia contro la malattia. E questa 490esima edizione del carnevale ne celebra affettuosamente la memoria con una mostra fotografica visitabile fino a domani alle 17, a San Zeno, nella chiesetta sconsacrata di Santa Maria della Giustizia Vecchia. Robbi, ristoratore in Valpolicella, è stato il Papà del gnoco più giovane nella storia del carnevale veronese, nel 1977, a 26 anni. Poi si guadagnò «el piron» regale altre due volte, venendo eletto Sire nel 1984 e nel 2009. A commento delle vittorie diceva, come riportano le cronache dell’epoca su L’Arena: «Sono state le donne a votarmi, perché fra i candidati ero il più bello». Cosa replicare a colui al quale una Cinquetti ventenne spediva ritratti fotografici con dedica: «A Piero con tanta amicizia. Gigliola»? Oltre a foto e ritagli di giornale, alla Giustizia Vecchia si trovano esposti anche gli effetti personali che Sandokan usò nei decenni di militanza nel carnevale: il suo costume di Papà del gnoco, ancora perfetto, la parrucca e la barba, che diligentemente aveva fatto lavare e riconsegnare al Comitato quando gli fu chiaro di essere vicino alla dipartita. Ai figli Antonio e Ilaria non aveva lasciato incombenze: i soldi con l’affitto dell’ultimo mese in una busta, il proprio funerale già pagato. «Ma Piero non si era lasciato abbattere dalla consapevolezza che gli restasse ormai poco tempo. Ha vissuto con entusiasmo fino all’ultimo, soprattutto il Bacanal, che per lui era una seconda famiglia. La moglie Anna lo sapeva e, in periodo carnevalesco, lo lasciava ai suoi innumerevoli impegni», racconta Valerio Corradi, presidente del Comitato, che ha voluto la mostra. «Nel 2017, per festeggiare i quarant’anni dalla sua prima vittoria, Piero aveva voluto ricandidarsi, cedendo però il passo ad Alberto Tabacchi, detto Taba. Ma non per questo si era messo in pensione dal carnevale. L’anno scorso mi comunicò la sua disponibilità a fare la comparsa. «Come riserva, aveva precisato, perché non stava bene». Guardare le fotografie di Sandokan, da quelle in bianco e nero alle più recenti, è come fare un viaggio nella storia del Bacanal. Sull’ultimo pannello, il messaggio d’addio dei compagni: «Ciao Piero, ti abbiamo voluto bene. Hai lasciato un vuoto incolmabile. Ora, dall’alto, assisterai alle sfilate celesti con illustri protagonisti». •

Lorenza Costantino
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Qual è secondo voi la Grande opera più urgente per la città e che vorreste vedere realizzata per prima?
ok

Necrologie